Abruzzo, prima stepchild adoption giudiziale per coppia italo-venezuelana

Un altro caso di trascrizione di "stepchild adoption" per via giudiziaria in Italia, primo caso in Abruzzo. Una mamma, cittadina italiana e venezuelana, risiede con la moglie, solo cittadina venezuelana, in Spagna, paese dove esiste il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Nascono due gemelli nel 2016. Si attivano subito per chiedere tramite consolato la trascrizione degli atti di nascita, che riportano il doppio cognome ed entrambe le madri. Per sei mesi ci sono passaggi tra uffici vari e solo a giugno 2017 il Comune di Montesilvano  informa la famiglia che non può procedere alla trascrizione - come sempre avviene in prima battuta in Italia - perché riconoscere due madri sarebbe contro la legge, anche quella nuova sulle unioni civili. Intanto, i bambini non possono lasciare la Spagna, perché privi di ogni documento valido per l`espatrio (per la Spagna sono cittadini italiani, non loro ma comunitari; per l`Italia, invece, non sono cittadini). Le clienti si rivolgono allo studio legale di Alexander Schuster, famoso in Italia per questo tipo di cause, a cominciare da quella vinta nella propria città di Trento. Con una telefonata agli uffici si sblocca in pochi giorni la situazione e il Comune di Montesilvano provvede in autotutela a trascrivere. Tuttavia, la trascrizione è parziale e ciò avviene solo per la madre partoriente e i gemelli mutano di cognome: non quello doppio del Paese in cui vivono, ma solo quello della madre partoriente. Il disagio di avere due identità è chiaro. Nella vicenda delle 'due mamme' interviene un ricorso al Tribunale di Pescara. Il decreto del 31 gennaio, depositato il 7 febbraio e diventato definitivo nei giorni scorsi, dà loro ragione. La procedura è stata rapida.

"Ciò che colpisce è come oramai per i giudici si tratti di un esito ovvio, manifestamente fondata - si spiega - Infatti, non è stata necessaria alcuna udienza, il parere del pubblico ministero era favorevole. Così, il collegio di tre giudici del Tribunale di Pescara (presidente Carmine Di Fulvio, relatrice Grazia Roscigno) in poco più di una pagina (probabilmente la decisione più corta mai vista in queste materie) dà ragione a madri e figli e impone al Comune la trascrizione integrale: dal doppio cognome alla seconda madre". 

Per Schuster (nella foto a destra) "è incredibile che dopo due decisioni della Corte di Cassazione in casi analoghi e una giurisprudenza di merito del tutto compatta si debba ancora oggi assistere a Comuni che si rifiutano di riconoscere queste famiglie: questa è pura e semplice discriminazione istituzionale". Prosegue: "Inizialmente i giudici scrivevano decine di pagine per motivare, oramai il consenso fra gli interpreti del diritto è talmente consolidato che le decisioni di risolvono condivisibilmente in poche righe".

A rifiutarsi due giorni fa lo stesso tipo di trascrizione è stato il Comune di Torino per due gemelli nati in Canada da una coppia di uomini col sistema della gestazione per altri, come ha fatto Nichi VendolaL'atto era già stato trascritto per il padre biologico e non è stato esteso all'altro genitore. L'amministrazione grillina guidata da Chiara Appendino ha precisato che "le indicazioni date agli uffici erano di eseguire la trascrizione senza indugio. E' una questione tecnica che affronteremo e risolveremo". Uno dei motivi del diniego, secondo quanto si è appreso, si richiama alla legge 40 sulla procreazione assistita, che vieta la surrogazione di maternità (permessa invece in Canada). "Si tratta - viene spiegato - di una questione puramente tecnica a cui si sta cercando di porre rimedio sia per questo caso, sul quale stiamo lavorando per rimettervi mano, sia per il futuro".

 

 

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