Venezuela, Ledezma scappa in Spagna, aiutato dai militari. 'Grazie Italia'

L'ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma, strenuo oppositore del presidente chavista Nicolas Maduro, è arrivato sabato a Madrid (Spagna) dalla Colombia, dove era fuggito dagli arresti domiciliari. Ledezma, 62 anni, leader del partito Azione Democratica (socialdemocratico), sindaco per due mandati, è riuscito a passare il confine - lo stesso che varcano tutti i giorni i venezuelani che scappano o vanno a fare shopping di beni primari - ed è volato da Bogotà in Spagna, dove lo aspettavano la moglie Mitzy Capriles e le due figlie (nella foto d'apertura), oltre all'ex presidente colombiano Andres Pastrana. Con lui anche la figlia Vanessa (prima a sinistra nella foto) , che vive a Roma. Ora l'ex primo cittadino della Capitale venezuelana, intende promuovere e organizzare la contestazione al regime di Maduro, viaggiando e spiegando che "la speranza di tutti i venezuelani è farla finita con il regime, con questa dittatura". 

Avvocato di professione, Ledezma è stato arrestato e incarcerato a febbraio 2015 con l'accusa di avere tramato per lo spodestamento di Maduro. Era agli arresti domiciliari dallo scorso agosto.

Ledezma ha raccontato come è riuscito a fuggire dagli arresti domiciliari. "Ho dovuto passare 29 posti di blocco del regime. I militari mi riconoscevano e mi facevano l'occhiolino. Non credo che l'esercito sia più così schierato col regime". Obiettivi futuri? "Riuscire a superare gli ostacoli per ricostruire l'unità dell'opposizione. Il Venezuela sta vivendo la situazione economica peggiore della sua storia, con un salario minimo che equivale a 10 centesimi di dollari. Abbiamo l'inflazione più alta del mondo, una contraddizione difficile da credere: con un dollaro lì si può comprare più di 60mila litri di benzina. Stiamo parlando del Paese che ha le maggiori riserve petrolifere del mondo e di un governo che ha sprecato un'immensa fortuna". Ledezma, che ha origini italiane, ha ringraziato l'Italia per "il ruolo nel Consiglio dell'Onu in difesa dell'autonomia e voglio ringraziare Antonio Tajani (presidente del Parla,mento europeo, ndr) perché ha rappresentato in modo dignitoso il popolo venezuelano. In Venezuela ci sono milioni di italiani che portano questa croce sulla spalle, che soffrono e hanno perso delle aziende, che hanno creato da soli con le loro forze. Io girerò il mondo intero per chiedere sostegno internazionale".

Ma il sostegno politico più grande per la sua fuga l'ha avuto dalla Spagna del premier popolare Mariano Rajoy, che l'ha subito ricevuto (nella foto a destra) a Madrid. Rajoy è in prima linea contro il regime chavista, così come l'Italia. L'esule venezuelano ha criticato l'ex premier spagnolo socialista Josè Luis Zapatero, uno dei mediatori della crisi venezuelana (nella foto a sinistra con Maduro a Caracas): "Da quando è arrivato nel Paese ci sono più prigionieri politici e ci sono stati più morti". Una mediazione in realtà inutile, così come quella del Vaticano, perché la distanza fra governo e opposizione è sempre stata incolmabile: non c'è mai stato reciproco riconoscimento. Ironico in tv Maduro che ha così commentato la fuga di Ledezma: "Il vampiro volando libero per il mondo. In Spagna berrà vino sulla Gran Via". 

 

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