Colombo XX difende il suo Avo ('Atrocità esistevano già') e ricorda Chavez

"La Storia ha alcune persone davvero malvagie. Cristoforo Colombo non è certamente tra queste... La Storia non è fatta da persone perfette e malvagie, ma da persone complesse che devono essere capite nel contesto". Ieri, in occasione del "Columbus day" delle polemiche (che negli Stati Uniti si celebra ogni secondo lunedì di ottobre e non il giorno dell'arrivo di Colombo in America, avvenuto il 12 ottobre 1492), è stato un suo discendente a difenderlo: Cristoforo Colombo XX, duca di Veragua (titolo nobiliare spagnolo creato da re Carlo I nel 1537 in favore della discendenza del navigatore esploratore genovese), che ha scritto un articolo sul quotidiano "Usa today".

"Quello che sta succedendo è politico, non storico" ha scritto il duca Colombo (nella foto qui sotto a destra), a difendere il famoso avo, diventato una figura controversa negli Stati Uniti, tanto che diverse città, tra cui Los Angeles, hanno deciso di cancellare il "Columbus day" dal calendario delle festività cittadine. Perché l'esploratore genovese è associato al genocidio perpetrato contro i nativi in America del Nord. Queste città hanno quindi deciso di dedicare il secondo lunedì di ottobre alla commemorazione delle "popolazioni indigene, aborigene e native, vittime del genocidio". 

"Dare la colpa a Colombo per tutto quello che non piace nella storia degli Stati Uniti - scrive il nobile discendente - nonostante le ampie prove che fosse un moderato che cercò di avere relazioni amichevoli con i natici americani... è una terribile ingiustizia ... e focalizza la rabbia su un uomo, e sull'uomo sbagliato... Le caravelle non erano navi da guerra, ma imbarcazioni di esploratori. Colombo ha unito due continenti che non conoscevano l'esistenza dell'altro. Per la prima volta nella Storia, il mondo ha acquisito una vera prospettiva globale". Inoltre, ha scritto Colombo XX, quelli che accusano Colombo "ignorano che schiavitù, cannibalismo, guerre e sacrifici umani esistevano già... Pochi bambini in questo Paese impareranno che i re di Spagna diedero velocemente la cittadinanza spagnola ai nativi americani e che cominciarono a limitare la loro schiavitù".

Il discendente dell'esploratore (che è anche discendente dell'imperatore azteco Montezuma II) critica "la visione della Storia 'tutto o niente', che polarizza tutto... Ironicamente, quelli che si oppongono al 'Columbus day' nel nome di idee progressiste finiscono per seguire le campagne propagandistiche del Ku Klux Klan (l'organizzazione segreta razzista statunitense, ndr) e di Hugo Chavez". L'ex presidente defunto del Venezuela (che aveva anche evidenti origini indios), infatti, fu il primo a contestare nel suo Paese sudamericano la presenza delle statue di Colombo che bollò come "genocida più grande della storia" e "invasore" del continente americano. Chavez fece rimuovere la statua di Colombo a Caracas dove stava dal 1893, costringendo la sua omologa argentina Kristina Fernandez a fare altrettanto a Buenos Aires nel 2013 (nella foto qui sopra a sinistra, l'opera da 40 tonnellate e sei metri di altezza, realizzata in Italia da Arnaldo Zocchi col marmo di Carrara, e donata dalla nostra comunità lì emigrata nel 1921). A Cuba, invece, la statue di Colombo (come quella nella foto d'apertura) sono tutte ancora intere. I fratelli Castro (più colti di Chavez) gli sono evidentemente riconoscenti.

 

 

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