Ater Pescara, famiglia rom sgomberata ospitata dalla Allegrino

Fra le famiglie sgomberate il 9 luglio scorso dalle case popolari della palazzine Ater di Pescara (via Lago di Borgiano), a rischio crollo, ce n'è una un po' particolare che sta ancora in mezzo alla strada, perché è numerosa (11 componenti), perché è rom e perché ha rifiutato le proposte provvisorie sin qui proposte. Si tratta di quella di Fabio Spinelli e Simona Bevilacqua e dei loro nove figli. Fino a domenica notte hanno dormito in auto: la loro più un paio prestate da amici. Poi lunedì mattina hanno inscenato un "trasloco" temporaneo davanti al palazzo del Comune di Pescara, dove hanno steso un simbolico materasso con uno dei figli sdraiato a "dormire" (nella foto d'apertura) per richiamare l'attenzione dei politici che in quel momento erano riuniti in Consiglio comunale e che dovrebbe trovare loro la casa ideale, non troppo lontana. L'assessore all'Edilizia residenziale pubblica, Antonella Allegrino (nella foto a destra in uno dei suoi sopralluoghi), è passata davanti proprio nel momento in cui poliziotti di Stato e municipali stavano facendo sgomberare gli Spinelli dall'accampamento.

"Dormiamo in macchina perché non ci hanno trovato ancora una sistemazione adeguata - ha raccontato la moglie anche all'assessore oltre che alla stampa - Ci avevano offerto inizialmente un posto a Pianella, ma siamo stati costretti a rinunciare per motivi di lavoro di mio marito. Fabio lavora come imbianchino a Pescara e guadagna circa 30 euro al giorno. Spostarsi quotidianamente da Pianella a Pescara e poi da Pescara a Pianella avrebbe comportato una spesa eccessiva per la nostra famiglia. Non sappiamo più a chi rivolgerci per avere una sistemazione. Non possiamo andare avanti ancora a lungo facendo dormire in macchina i nostri figli. Pensi che per lavare qualche indumento sono costretta ad utilizzare le fontanelle in strada. Abbiamo chiesto al Comune di sistemarci provvisoriamente in hotel, ma non ci hanno risposto".

La Allegrino ha promesso loro la sistemazione definitiva e ieri ha diramato il seguente comunicato: “In merito al caso della famiglia Spinelli presente sulle cronache di diversi organi di stampa ci preme fare una serie di precisazioni, al fine di porre tutte le informazioni necessarie a completare al meglio la situazione della famiglia e il lavoro fatto dal Centro operativo comunale e dagli uffici della Politica della Casa per trovare la soluzione migliore sin dal primo momento dell’emergenza. La famiglia è stata infatti fra quelle a cui abbiamo rivolto maggiore attenzione, seguendone la sistemazione passo passo, sia per il numero dei suoi componenti e per la composizione sociale, che per la presenza di tanti minori e perché nota ai nostri uffici anche prima dello sgombero delle tre palazzine di via Lago di Borgiano. In virtù di questo grado e a parità di gravità di condizioni rispetto alle altre famiglie interessate dal provvedimento di sgombero, inizialmente la famiglia in questione è stata dislocata nel residence del Villaggio Mediterraneo che ha accolto diversi altri nuclei per una settimana, finita la disponibilità lì è stata destinata nella struttura comunale di Valle Furci, dove però in quel momento hanno preferito non restare e dove oggi sono ospitate 18 persone. Le assistenti sociali (nella foto a sinistra, con la Allegrino, ndr) e gli operatori del Coc, proprio in considerazione della numerosità della famiglia e della presenza di minori, hanno continuato a cercare una soluzione alberghiera che potesse rispondere alle loro esigenze, ma in città, in pieno luglio, è stato impossibile trovare le tre triple e la doppia necessarie ad accoglierli. Unica possibilità riscontrata è stata quella di essere ospitati in un residence di Notaresco, ma hanno preferito rinunciare perché troppo lontano.

"Non basta - prosegue la nota della Allegrino - l’ufficio Politiche della casa, mentre tutto ciò accadeva, ha continuato con le assegnazioni degli alloggi Ater disponibili, loro risultavano fra i primi nella graduatoria stilata dopo l’emergenza e il sorteggio tra parimerito ha destinato alla famiglia un alloggio Ater di 93 metri quadrati situata a Pianella, assegnazione medio tempore, ma anche questa possibilità è stata da loro scartata. Infine hanno presentato domanda di Contributo per autonoma sistemazione (Cas), dichiarando di appoggiarsi nel frattempo a dei parenti. Stiamo facendo e faremo tutto il possibile perché questa famiglia abbia sempre un tetto sulla testa e ci stiamo prodigando affinché vi riescano, supportandoli anche nella ricerca di un alloggio da affittare che sia compatibile alle loro richieste e che potranno pagare con il contributo di autonoma sistemazione e nel frattempo mettendo nuovamente a disposizione via Valle Furci”.

I parenti non sono apparsi e così la Allegrino ha preso la decisione di ospitarli temporaneamente in una sua foresteria a Pescara.

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