Avvocato De Maria: "Con legge unioni civili Italia a due velocità"

"La Legge Cirinnà ha perso l'occasione per conferire una disciplina unitaria alla materia delle unioni civili. In Italia, come nel resto del mondo, le famiglie e i loro modelli sociali e culturali cambiano molto rapidamente. Tuttavia il diritto sembra restare sempre un passo indietro e lo dimostrano due recenti provvedimenti che stanno facendo discutere proprio perché entrambi vanno oltre la legge Cirinnà". A sostenerlo - con una sua nota - è l'avvocato Donatella De Caria, legale esperta in Diritto di famiglia e minorile. "Il primo provvedimento - prosegue la De Caria - che è stato definito storico, riconosce efficacia nell'ordinamento giuridico italiano ad un provvedimento emesso da un giudice all'estero, col quale era stato riconosciuto a due uomini lo status di padri di due gemelli nati sempre all'estero, attraverso la maternità surrogata. In Italia,  l'Ufficiale dello Stato civile aveva respinto la richiesta di trascrizione di tale provvedimento, ritenendolo contrario all'ordine pubblico in ragione della parità di sesso dei genitori sicché i due uomini-genitori dei gemelli all'estero erano stati costretti ad agire in giudizio. Tuttavia, la Corte d'Appello di Trento, con ordinanza del 23 febbraio 2017, ha accolto la domanda dei due papà e  ha dichiarato efficace nel nostro ordinamento giuridico il provvedimento giudiziale pronunciato all'estero che riconosce la cogenitorialità dei due uomini e, quindi, lo status di figli dei due gemelli. La Corte di Appello di Trento, richiamando l'evoluzione della nozione di ordine pubblico affermata di recente dalla Corte di Cassazione, ha ritenuto di far riferimento alla tutela dell'interesse superiore del minore, che nel caso riguardante i gemelli si sostanziava 'nel diritto del minore di conservare lo status di figlio riconosciutogli in un atto validamente formato in altro Stato'.
"Il secondo provvedimento - prosegue la professionista romana - emesso dal Tribunale per i minorenni di Firenze, lo scorso 8 marzo, ha riconosciuto in Italia ad ogni effetto l'adozione di due minorenni pronunciata nel Regno Unito, in favore di due uomini cittadini Italiani, ivi residenti. Il giudice minorile ha anche disposto la trasmissione all'Ufficiale di Stato civile, per la trascrizione, del decreto che ha riconosciuto l'adozione pronunciata dall'Autorità straniera in favore dei due papà italiani nei registri dello Stato civile, con conseguente modifica del loro certificato di nascita".

Per la De Caria, i due provvedimenti, "fanno riflettere sul vuoto normativo volutamente lasciato dalla legge Cirinnà in relazione al rapporto di filiazione nelle unioni civili e in particolare sull'espresso divieto imposto alle coppie dello stesso sesso di adottare il figlio biologico del partner, nato, magari, all'estero, mediante la maternità surrogata (detta anche gestazione per altri) in uno degli stati in cui tale pratica è consentita. Il fatto che la maternità surrogata sia lecita e quindi ammessa in altri stati, così come anche l'adozione da parte di coppie di persone dello stesso sesso, implica la necessità di riconoscere in Italia i dovuti diritti ai figli nati oppure adottati all'estero, da tali coppie omosessuali. V'è dunque l'esigenza di tutelare l'interesse dei minori coinvolti in situazioni di questo tipo a proseguire il legame affettivo che hanno instaurato, peraltro legittimamente all'estero, tutela, che il nostro ordinamento giuridico non può negare, considerate, anche, le Convenzioni internazionali in materia di protezione dei fanciulli che l'Italia ha sottoscritto e ratificato. La legge Cirinnà - conclude l'Avvocato - ha perso l'occasione per conferire una disciplina unitaria alla materia delle unioni civili, regolamentando la filiazione che, come evidenziano i provvedimenti richiamati, è destinata a entrare comunque nel nostro ordinamento giuridico. Allo stato e, nell'attesa di una riforma che disciplina la materia, è lasciato ai giudici l'arduo compito di dare risposte a una problematica che meritava invece una soluzione legislativa". 

L'avvocato De Caria (nella foto a fianco) dimentica che la legge Cirinnà sulle unioni civili, partita con un testo diverso, è passata in parlamento grazie al fatto che non prevede le stepchild adoption, al quale si oppongono tutti i partiti di centro-destra (dentro e fuori l'attuale governo e il precedente) e anche parte del Partito Democratico. Ciò che il legale sostiene, è cioè che in assenza di una legge completa, la giurisprudenza la fanno poi i giudici, è vero e noi l'abbiamo pure scritto. Giusto regolamentare le unioni civili - che sono "naturali" perché l'omosessualità è nata con l'essere umano e pare esista anche fra alcune specie animali - ma non ci sembra obbligatorio regolamentare anche una pratica "innaturale" solo perché realtà in altri paesi occidentali. Non è questo il modello di emancipazione a cui deve puntare un Paese "conservatore" (e cattolico) come l'Italia, anche se sempre più progressista. I figli hanno diritto ad avere un padre e una madre e pure una padre e una madre che si vogliano bene e riescano a trasmettere il loro amore, il loro esempio ai figli. Tre anni fa abbiamo pubblicato la testimonianza di Roberto Oscar Lopez (nella foto d'apertura), figlio di coppia lesbica negli Stati Uniti: "situazione drammatica", rivelò il docente americano, quella che spesso tocca vivere ai figli di coppie gay, che non hanno un padre o una madre.

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