Venezuela, Maduro cerca dialogo con opposizione ma la Ortega denuncia polizia

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha proposto ai leader dell'opposizione di dialogare con il governo nel quadro dell'assemblea costituente che lui ha proposto ma che l'opposizione rifiuta. "Confermo il mio appello al dialogo", ha dichiarato Maduro in una riunione pubblica a Caracas, citando i nomi di quattro leader dell'opposizione che invita a presentarsi al tavolo dei negoziati. "Confermo - ha continuato - di essere pronto a sedermi per discussioni nel quadro dell'assemblea nazionale costituente". Maduro ha tuttavia accusato i suoi oppositori di avere "paura", perché "sanno che la rivoluzione li sconfiggerà in qualsiasi elezione". L'opposizione chiede invece da mesi elezioni anticipate e organizza quasi quotidianamente manifestazioni per sostenere questa rivendicazione. Secondo nuovi sondaggi, sono saliti a sette venezuelani su dieci quelli vorrebbero che Maduro lasciasse il potere. Un dato che conferma il risultato delle elezioni parlamentari del 2015, quando l'opposizione conquistò i due terzi dell'Assemblea, prima sconfitta del Psuv chavista dalla prese del potere di Hugo Chavez nel 1999. 

L'assemblea costituente è considerata come una truffa dall'opposizione. Un terzo dei membri di questa nuova istituzione saranno designati da settori particolari della società, sui quali il governo ha una particolare influenza. Inoltre, il Consiglio nazionale elettorale (Cne), che dovrà organizzare le elezioni di questa istituzione a luglio, è accusato dall'opposizione di servire gli interessi del campo presidenziale. Il Cne ha, infatti, impedito all'opposizione di poter svolgere il "Referendum revocatorio" previsto dalla Costituzione, per il quale sono state raccolta molte più firme di quelle necessarie.
L'opposizione conduce dal primo aprile una campagna di manifestazioni in tutto il Venezuela. Sono 57 le persone rimaste uccise, un migliaio ferite e oltre 2800 gli arrestati, secondo la ong Foro PenalIl procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega - di nomina chavista - ha accusato nuovamente la polizia e le forze di sicurezza di essere responsabili di oltre 500 feriti e di un decesso avvenuto durante le manifestazioni antigovernative delle ultime settimane. In una dichiarazione pubblica, la Ortega ha precisato che dall'inizio delle proteste (e al momento del suo intervento) sono morti 52 civili e tre membri delle forze di sicurezza, mentre sono rimasti feriti 771 civili e 229 agenti delle forze di sicurezza. "Più della metà dei casi di persone rimaste ferite è stata dovuta all'azione delle forze di sicurezza. E' preoccupante quanto si stiano aggravando le violenze", ha detto il procuratore (nella foto consegna a Maduro - a inizio aprile scorso - un rapporto sulle violazioni dei diritti umani in Venezuela dal 1958 al 1998, l'anno prima dell'avvento di Chavez). Quindi ha aggiunto: "Noi respingiamo la violenza da qualunque parta provenga. Le proteste devono essere pacifiche. Questo è un diritto che lo Stato deve garantire. Se si iniziano a lanciare azioni violente, si perde questo diritto". 

 

 

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