Venezuela, chavista bruciato per strada da oppositori. Chiesa chiede elezioni

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha lanciato formalmente la procedura per l'elezione di un'assemblea costituente per riscrivere la Costituzione (che nel Paese sudamericano è molto facile cambiare e questo è uno dei motivi della sua storica precarietà democratica) nonostante le proteste dell'opposizione che chiede la sua destituzione. Intanto, il bilancio dei morti degli scontri iniziati a aprile hanno raggiunto le 53 vittime. Maduro, di fronte a una folla di sostenitori con magliette rosse e il tricolore venezuelano, ha firmato l'ordine che stabilisce i termini per l'elezione dei 176 membri dell'assemblea costituente. Il voto si svolgerà alla fine di luglio.
L'Assemblea Nazionale - controllata dall'opposizione e per questo contrastata dal potere chavista che controlla pure gli organismi che dovrebbero essere super partes - ha duramente criticato la decisione di Maduro: "I venezuelani non vogliono una costituzione madurista fraudolenta e non la accetteranno", ha dichiarato il leader dell'opposizione Henrique Capriles in un tweet chiedendo poi di proseguire le manifestazioni pacifiche "per far rispettare la costituzione".

Gli scontri nel Paese sono arrivati all'ottava settimana. A Caracas, un diluvio di lacrimogeni lanciati dalla polizia ha accolto i 20mila manifestanti che tentavano di raggiungere il Ministero della Sanità per protestare contro la situazione "catastrofica" degli ospedali del Paese. Domenica, un uomo è stato picchiato, cosparso di benzina ed è stato dato alle fiamme durante una protesta a Caracas (nella foto d'apertura e nel video di HispanTv). Secondo alcune notizie di stampa, l'uomo era accusato di essere un ladro ma il governo ha sostenuto che è stato assalito in quanto sostenitore di Maduro. Parlando in televisione, il presidente ha identificato in seguito l'uomo come il 21enne Orlando Figuera. E' stato ricoverato in ospedale con ustioni di primo e di secondo grado su metà del corpo, oltre a sei ferite da arma da taglio. E' stato picchiato, accoltellato e bruciato "come fanno i terroristi dello Stato islamico", ha detto Maduro per contrastare il messaggio che i morti stanno tutti dalla parte dei civili per mano della polizia repressiva. L'atmosfera che circonda le manifestazioni è sempre più pesante, la gente è stanca e in serie difficoltà nel quotidiano e le azioni anti-Maduro in alcune città stanno sfociando anche in violenze tra gli stessi contestatori. "La follia cresce. Un essere umano è stato dato alle fiamme durante una cosiddetta manifestazione pacifica dell'opposizione a Caracas", ha scritto su Twitter il ministro dell'Informazione Ernesto Villegas, che ha pubblicato un video dell'accaduto.

In questa situazione inconciliabile il Vaticano prega e invita a farlo "per il Venezuela e per tutti i Paesi del mondo che sperimentano nella loro carne lacerazioni e conflitti" ha detto il cardinale Pietro Parolin ai missionari della Consolata, nel ricordo del suo servizio come nunzio apostolico a Caracas, quando ebbe modo di conoscere le attività svolte dalle religiose e dai religiosi dell`istituto fondato dal beato Luigi Allamano nella capitale venzuelana e sul delta dell`Orinoco. "Noi - ha detto Parolin (nella foto a sinistra con Lilian Tintori, moglie di Leopoldo Lopez, leader dell'opposizione in carcere) - speriamo che ci sia sempre la possibilità perché nel caso se ne aprisse una vorrebbe dire che la situazione in un certo senso è migliore. Quindi non possiamo che esprimere la nostra speranza che questo accada perché quello che sta avvenendo è veramente drammatico e rischia di diventare sempre più drammatico. Però, ho già detto, e qui lo ripeto, che a questo punto la soluzione vera è quella delle elezioni: dare al popolo la possibilità di esprimersi secondo quello che vorrà, ma ridare la sovranità al popolo e permettergli di determinare il suo presente e il suo futuro". Una posizione, quella del Vaticano, quindi, contro Maduro che le elezioni non le vuole, le ha bloccate a tutti i livelli, perché sa di perderle.

 

 

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