Venezuela, donne in marcia contro Maduro, come le italiane Tintori e Silvestri

"Eccoci qua, siamo le mamme del Venezuela: animate da questo spirito migliaia di donne ieri hanno marciato pacificamente a Caracas per porre fine alle proteste che stanno insanguinando il Venezuela da mesi, per chiedere il ritorno della democrazia, per reclamare il rispetto dei diritti di ciascuna donna e ciascun uomo, piegati alla miseria in un Paese in crisi. Queste donne sono espressione della forza della democrazia che è responsabilità, libertà, legalità, giustizia.
C'è sempre una risposta diversa all'odio, alla violenza e alla codardia. C'è sempre una strada di pace da percorrere quando si richiedono diritti essenziali per la vita civile di una comunità.
Sosteniamo il coraggio di queste donne, la loro lotta democratica per una società migliore e più giusta". Dopo Matteo Renzi e Angelino Alfano, la ministra dell`Istruzione, Università e Ricerca, Valeria Fedeli (Pd, nella foto a destra con Alfano) è la prima donna del governo italiano a far sentire con queste parole la sua vicinanza alle donne del Paese sudamericano in lotta per la democrazia e la soluzione politica a una crisi senza precedenti. La marcia delle donne vestire in bianco s' è svolta sabato scorso a
 Caracas per mantenere alta la pressione contro il governo di Nicolas Maduro e protestare contro la repressione delle manifestazioni dell'opposizione, costate la vita finora ad almeno 36 persone. Le manifestazioni contro Maduro si svolgono da oltre un mese anche in altre città del Venezuela.

"La dittatura sta vivendo i suoi ultimi giorni - ha detto un'ex parlamentare, Maria Corina Machado - è per questo che la repressione ha raggiunto livelli senza precedenti". L'italo-venezuelana Lilian Tintori (nella foto sotto è a sinistra in marcia con la Machado), moglie del leader dell'opposizione in carcere Leopoldo Lopez ha dato il suo sostegno alla marcia e il giorno dopo è riuscita anche a far visita a suo marito dopo 35 giorni in cui non s'è saputo quali fossero le reali condizioni di salute del leader di Voluntad Popular, formazione socialdemocratica: "Il regime è a pezzi - ha detto dall'esterno della prigione dov'è rinchiuso il marito, alle porte di Caracas, "non ha più potere, e sta mostrando il suo volto peggiore, usa le armi perché non ha il diritto dalla sua parte". Fra le italo-venezuelane in prima linea anche l'abruzzese Astrid Silvestri, che sabato ha marciato con le migliaia e migliaia di donne nella Capitale (nella foto d'apertura, è la terza da destra col cappellino).

L'opposizione protesta contro la proposta di Maduro di redigere una nuova Costituzione utilizzando un'assemblea ad hoc composta da "rappresentanti della classe operaia" e dei consigli comunali, scavalcando completamente il Parlamento in cui l'opposizione ha la maggioranza ma che è stato demolito dal potere chavista che è riuscito a condizionare anche gli organismi dello stato che dovrebbero essere terzi e indipendenti, come la Corte Suprema (Tsj) e il Consiglio nazionale elettorale (Cne).

Nonostante la gravissima crisi economica che sta attraversando il Paese, Maduro resiste alla guida del governo malgrado i tentativi dell'opposizione di organizzare il referendum revocatorio di richiamo nei suoi confronti; le prossime elezioni politiche sono previste nel dicembre del 2018 mentre le regionali dello scorso dicembre sono state rinviate senza che sia stata fissata alcuna data.

Ieri il Tavolo dell'unità democratica (Mud), la coalizione che riunisce l'opposizione a Maduro, ha annunciato formalmente che non parteciperà all'iniziativa di un'assemblea costituente "popolare". Molti dirigenti dell'opposizione l'avevano già fatto sapere nei giorni scorsi, così come l'iniziativa è stata rifiutata dalla piazza. "Non possiamo partecipare a un processo illegale - ha dichiarato Henrique Capriles, ex candidato (di centro-sinistra, leader di "Primero Justicia") alle ultime due presidenziali e principale leader dell'opposizione con Lopez - Esiste una costituzione e il governo non può abrogarla con un atto di forza", ha dichiarato Capriles in conferenza stampa a Caracas, assieme ad altri esponenti dell'opposizione.

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