Premio "Ferrante" 2017 a Piazzolla, commercialista degli ottici

Il Comitato del Premio nazionale di Optometria "Francesco Ferrante", d’intesa col coordinamento nazionale dell’Albo degli Ottici optometristi, ha assegnato il Premio Ferrante 2017 a Giuseppe  Piazzolla, ragioniere commercialista di Milano, con la seguente motivazione: "Per il suo impegno instancabile a favore della categoria degli ottici optometristi che svolge da quasi 30 anni. Attualmente è il massimo esperto italiano per le problematiche fiscali che riguardano la professione dell’Ottico optometrista. Ricopre l’incarico di consulente fiscale di Federottica e di Assopto Milano Acofis. Nel 2014 ha collaborato con il Centro di ricerca Crems per definire i costi delle prestazioni professionali dell’ottico optometrista. Nell’ultimo anno ha fornito un servizio straordinario, partecipando agli incontri con i funzionari del Ministero delle Finanze e tenendo corsi ai colleghi di tutta Italia per l’accreditamento al sistema Ts - Tessera sanitaria".

La cerimonia di premiazione si terrà al Palace Hotel di Milano Marittima (Ravenna) domenica 9 aprile 2017 nell’ambito del 43mo Congresso degli Ottici optometristi, alla presenza del presidente dell’Albo Giuseppe Sicoli, del presidente della Federottica, Andrea Afragoli, oltre a un folto pubblico di imprenditori economici del settore e ai rappresentanti della categoria provenienti da tutta Italia. Per la famiglia Ferrante sarà presente Silvana Ferrante (nella foto sotto a destra, con Sicoli e Afragoli), giornalista Rai, sorella di Francesco (nella foto d'apertura), l’optometrista pescarese scomparso prematuramente nel 1986, a cui il Premio, dal 1992 è intitolato per volere della famiglia e di un gruppo di colleghi amici abruzzesi. Il premio Ferrante, giunto quest’anno alla 25ma edizione, è uno dei più ambiti riconoscimenti italiani nel settore ottico optometrico.

 

Chi era Francesco Ferrante

Un ragazzo buono e allegro, amante della vita in tutti i suoi aspetti, con il volto sorridente, sempre pronto a dare una mano a chi glielo chiedesse: Francesco era così, un giovane uomo bruno dal fisico imponente che certamente non passava inosservato. La cordialità e la generosità proprie del suo carattere lo portavano a stringere facilmente amicizia e favorivano anche il naturale entusiasmo per tutto ciò che catturava la sua attenzione e il suo amore, come la musica, la fotografia, la saggistica filosofica e psicologica e, appunto, l’optometria. Già, perché abbracciare la professione di optometrista fu per lui una scelta naturale, che adottò con grande convinzione. L’incontro con questo mondo, dopo la maturità scientifica, fu del tutto casuale: sfogliando una rivista molto popolare, fu attirato da un articolo in cui si parlava proprio dell’optometria e dell’Istituto di Porto Potenza Picena. Fu così che decise di assumere le informazioni e, in pochissimo tempo, si iscrisse: dopo i tre anni di corso, conseguì il diploma in optometria. Gli studi compiuti a Porto Potenza Picena lo appassionarono realmente alla materia e fu così che, dopo il completamento di questo primo ciclo di studi professionali, decise di iscriversi al corso di ottica di Vinci (Firenze). Con i due diplomi in mano, Francesco non ebbe difficoltà a trovare un’occupazione qualificata che lo soddisfacesse sotto ogni punto di vista: nacquero così i suoi rapporti con la Apleco di Bologna e con l’Istituto Gambini, sempre nel capoluogo emiliano. Esperienze di lavoro che ricordò sempre con grande affetto e che furono determinanti nella sua formazione, come professionista e come uomo. Fu proprio in quegli anni, infatti, che Francesco maturò la sua volontà di aprire una sua attività, di creare un “suo” istituto che ne rispecchiasse la personalità: fu così che, dopo aver lavorato per alcuni mesi all’Istituto Ottico Perris di Ravenna, decise di aprire “Optos”, il suo istituto ottico che aveva sede in corso San Giorgio, a Teramo, città che lui aveva scelto perché la riteneva una “buona piazza” per l’optometria. Il ragionamento non si rivelò sbagliato: gli addetti ai lavori dell’area teramana gli riconobbero subito, infatti, le ottime capacità professionali, sia come optometrista sia come applicatore di lenti a contatto. Aveva lavorato per pochi mesi, giusto il tempo di ambientarsi in città, quando accadde ciò che nessuno avrebbe mai potuto immaginare: un destino beffardo, che lo volle sull’auto di un amico che volò tragicamente fuori strada, lo strappò alla vita, mettendo fine ai suoi sogni e lasciando nello sconforto chi lo amava. Era l’8 novembre 1986. Francesco aveva soltanto 29 anni.

 

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