Trento, giudici dicono sì ad adozione figli da parte di padre gay non biologico

Nelle stesse ore in cui Nichi Vendola esprimeva il suo disagio in Italia di padre non biologico e, quindi, non anagrafico, il giornale Articolo29.it ha dato notizia di un'ennesima sentenza che interviene sulle stepchild adoption all'estero (proibite in Italia, che ha vuoto normativo on colmato dalle legge sulle unioni civili) di genitori omosessuali italiani, ma è la prima per una coppia maschile, come quella di Vendola: L'ordinanza, dello scorso 23 febbraio, è della Corte d`Appello di Trento che ha disposto il riconoscimento di "efficacia giuridica" nell'ordinamento italiano di un provvedimento emesso all'estero che stabiliva la sussistenza di un legame genitoriale tra due gemelli nati grazie alla maternità surrogata - nel quadro di un progetto di genitorialità in coppia omosessuale - ed il loro padre non genetico.
"Per la prima volta un giudice di merito applica, in una coppia di due padri, i principi enunciati dalla Corte di cassazione (anche, ndr) con la sentenza 19599/2016, in tema di trascrizione dell`atto di nascita straniero recante l`indicazione di due genitori dello stesso sesso", scrive il giornale web. La coppia era difesa dall'avvocato Alexander Schuster (nella foto d'apertura, in prima linea da anni nelle battaglie a favore dei diritti dei gay) che in una nota spiega come l`ordinanza della Corte di appello di Trento "ha riconosciuto - a quanto consta per la prima volta - un provvedimento straniero che attribuisce ad un secondo padre lo status di genitore. Con tale pronuncia si attribuisce pieno valore ed efficacia in Italia alla decisione canadese, Stato di cui i minori sono pure cittadini 'jus soli' (ciò di cui pure si sta discutendo nel Parlamento italiano, ndr), rilevando l`illegittimità del rifiuto dell`ufficiale di stato civile di un comune trentino di aggiungere il secondo padre all`atto di nascita. Si tratta di un riconoscimento di genitorialità piena, ovvero non nelle forme di un`adozione in casi particolari, sicché il secondo padre risulterà ora a tutti gli effetti nella seconda 'casella' del certificato di nascita dei minori. Consta almeno un precedente di adozione in casi particolari a Roma, ma il risultato giuridico ottenuto a Trento è da un punto di vista giuridico molto diverso. La pronuncia conferma della nostra strategia in essere da alcuni anni di non incoraggiare le coppie di padri a ricorrere, salvo casi da valutarsi di volta in volta, all`adozione in casi particolari".

L'avvocato e docente universitario trentino aggiunge che "la coppia, allo stato, non ha ancora deciso di divenire visibile, ragione per cui abbiamo cercato di mantenere la riservatezza sulla pronuncia. La coppia di padri s'era rivolta circa otto anni fa allo nostro studio legale per capire il quadro internazionale e la scelta cadde su un ordinamento molto garantista quale quello canadese. Si tratta di una soddisfazione professionale molto importante. Dopo la nascita dei minori pianificai d`intesa con la collega canadese il procedimento per il riconoscimento anche del secondo padre. Sei anni fa il risultato di oggi appariva inimmaginabile, ma la coppia si fidò di quel consiglio. Lo studio ha atteso diversi anni prima di ritenere i tempi maturi, ma ora la strategia pianificata allora ha finalmente portato i propri frutti. L`esito favorevole in Corte d'appello di Trento mostra che oggi il diritto italiano non frappone ostacoli a una genitorialità dello stesso genere anche sul fronte paterno. Ritengo significativo - conclude il difensore dei ricorrenti - che la sentenza non faccia menzione dell`espressione `orientamento sessuale`. Vediamo in ciò un implicito accoglimento della nostra tesi per la quale il vero problema - per così dire `culturale` - non è la relazione omosessuale della coppia di genitori, quanto l`idea che vi è difficoltà a riconoscere ad un uomo, aldilà del suo orientamento, una piena e adeguata capacità di cura e di amore nell`accudire dei figli. Questa sentenza va ben aldilà di una semplice tutela delle coppie gay".

Musica per le orecchie di Vendola (nella foto sopra a destra del settimanale "Chi" è col figlio Tobia Antonio e il compagno italo-canadese Eddy Testa, padre biologico e anagrafico del bimbo in Italia) che su Twitter ha commentato: "Una pagina storica per i diritti delle #FamiglieArcobaleno. Quando un figlio lo cresci, lo curi, lo ami: allora sei padre, madre, genitore. #Trento".

La prima reazione politica è stata quella della Lega Nord che col deputato Alessandro Pagano (nella foto a sinistra) ha parlato di una "sentenza" con la quale "non c'è stata soltanto una grave ingerenza del potere giudiziario nel campo della politica, ma è stato letteralmente stravolto l'equilibrio e l'indipendenza dei poteri dello Stato: il giudice ormai fa il legislatore. La Corte di Appello di Trento non ha fatto giurisprudenza, ma ha scritto una nuova legge, con evidenti profili di incostituzionalità e, aggiungo io, in pieno contrasto con il diritto naturale. Il presidente Sergio Mattarella, capo del Csm, non ha nulla da dire in merito su questa pericolosa confusione tra i poteri dello Stato? Batta un colpo. Altro che giurisprudenza creativa". Aggiunge Pagano: "Mi chiedo inoltre: dove sono le donne di sinistra, dove sono le femministe? L'ipocrisia regna sovrana. Il silenzio di Laura Boldrini è eloquente (per la verità, pur essendo compagna di partito di Vendola, s'era a suo tempo già espressa contaria, ndr) complice di questa deriva antropologica. E come non indignarsi a leggere le interviste di Vendola, il quale arriva a contrapporre i 'diritti di un bambino astratto' a quello di un 'bimbo concreto".

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