Venezuela, Corte Suprema conferma condanna oppositore Lopez

La Corte Suprema del Venezuela ha confermato la condanna a 14 anni di carcere per Leopoldo Lopez, uno dei principali esponenti dell'opposizione al governo chavista del presidente Nicolas Maduro. Proprio l'altro ieri anche Donald Trump aveva chiesto il rilascio del leader di Voluntad Popular a seguito della visita alla Casa Bianca della moglie di Lopez, l'italo-venezuelana Lilian Tintori. Anche l'Europarlamento e l'Internazionale Socialista ne hanno chiesto la liberazione e il padre di Lopez, Leopoldo Lopez senior, s'è anche appellato a Papa Francesco.

"Il ricorso in cassazione è stato dichiarato irricevibile, è un atto di ingiustizia assoluta" ha commentato il legale di Lopez, Juan Carlos Gutierrez, a commento di una sentenza da parte di un organismo giuduicato da tempo non più terzo ma asservito al potere chavista come altri organismi che dovrebbero essere super-partes. Lopez era stato arrestato tre anni fa e dichiarato poi colpevole di istigazione alla violenza nel contesto di una serie di manifestazioni antigovernative in cui avevano perso la vita 43 persone. L'arresto di Lopez e quello di altri politici fra cui il sindaco di Caracas Antonio Ledezma (dentro da due anni, anche lui politico di un'altra formazione socialdemocratica) viene giudicato dall'opposizione e dall'opinione pubblica internazionale come una detenzione politica per impedire di aizzare le piazze da parte di leader di sinistra moderata, più pericolosi polticamente rispetto a quelli di centro-destra. Lopez potrebbe essere, infatti, il futuro candidato alla presidenza del Venezuela contro il Psuv di Maduro.

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