Venezuela, Tsj: stato emergenza costituzionale. A Caracas media Zapatero

Lo stato d'emergenza dichiarato dal presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e respinto dal Parlamento, è stato dichiarato "costituzionale" dal Tribunale supremo di giustizia, la massima autorità giurisdizionale del Paese. I giudici del Tsj - considerati dall'opposizione come molto vicini al governo chavista - hanno affermato all'unanimità che il decreto che estende i poteri del capo di Stato in materia di sicurezza e di distribuzione alimentare ed energetica, è conforme alla costituzione.
Ieri è arrivato in Venezuela un trio di mediatori stranieri - gli ex leader della Spagna, di Panama e della Repubblica Dominicana - per cercare di riannodare un "dialogo nazionale" in un paese sull'orlo del caos. "Sto chiedendo alla comunità internazionale di sostenere questo obiettivo del dialogo nazionale e fisseremo un'agenda in un tempo ragionevole", ha detto il capo della delegazione, l'ex primo ministro spagnolo socialista José Luis Rodriguez Zapatero, in una conferenza stampa, accompagnato dal panamense Martin Torrijos e il dominicano Leonel Fernandez. I tre mediatori hanno incontrato il Maduro e i leader dell'opposizione ma il risultato è della delegazione è stato negativo perché è impossibile la conciliazione fra le due opposte fazioni. Per Zapatero il dialogo "è lontano, duro e difficile anche se entrambi mostrano volontà di cooperare". L'opposizione era rappresentata dal presidente del Parlamento Henry Ramos Allup (nella foto d'apertura con Zapatero, che in quella a destra e, invece con Maduro) e l'ex candidato alla presidenza del Paese Henrique Capriles, con Julio Borges. Lilian Tintori, moglie dell'altro leader dell'opposizione Leopoldo Lopez, detenuto per motivi politici, ha detto che tutti i leader mondiali che vanno a Caracas per aiutare la causa venezuelana sono da appoggiare, anzi dovrebbe avere il coraggio di venire più gente.

Secondo il Tsj lo stato di emergenza si giustifica per la necessità di "proteggere il popolo venezuelano e le istituzioni che sono stato oggetto di minacce interne ed esterne, di azioni volte a destabilizzare l'economia e l'ordine sociale del Paese". Il parlamento venezuelano, in cui l'opposizione al governo ha la maggioranza, ha respinto martedì lo stato d'emergenza decretato dal presidente, giudicandolo "una grave alterazione dell'ordine costituzionale e democratico del Venezuela". I giudici del Tribunale hanno stabilito che il voto, per alzata di mano, è stato "incostituzionale e non valido".

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