Partita da Miami Adonia, prima nave da crociera Usa diretta a Cuba

E' partita ieri sera la prima nave da crociera degli Stati Uniti diretta a Cuba degli ultimi cinquant'anni. La nave Adonia, della linea Fathom di Carnival Cruise, ha salpato le ancore dal porto di Miami (Florida), cuore della diaspora cubana negli States, ieri sera attorno alle 22 italiane. La nave, con 700 passeggeri a bordo, attraccherà oggi nel porto di L'Avana, per la sua prima tappa nell'isola comunista tuttora colpita dal cinquantennale embargo Usa, anche se recentemente i due paesi hanno ripristinato le relazioni diplomatiche e allentato l'embargo su più settori, fra cui il turismo.

"Entrare a far parte della storia e fare preparativi per un futuro ancora più positivo per tutti è uno dei più grandi onori che una società può avere" ha detto l'amministratore delegato di Carnival Arnold Donald (nella foto d'apertura è con Tara-Russell e Ann-Sherry del magament aziendale, davanti alla nave destinata a Cuba). Quello dell'Adonia è il primo dei viaggi settimanali che le navi Carnival effettueranno due volte al mese, con l'obiettivo di promuovere gli scambi turistici fra le due spionde così vicine geograficamente ma per decenni lontane politicamente. "Fathom offre l'opportunità storica di recarsi a Cuba, la chance di partecipare alla creazione di nuovi ponti verso una cultura ricca e vivace che finora i viaggiatori Usa hanno potuto vedere solo in fotografia" si legge sulla pagina web della crociera. 

Le incertezze sull'effettiva partenza della crociera si sono dissipate solo la scorsa settimana, quando il governo cubano di Raul Castro ha eliminato i vincoli sui viaggi per mare dei cubani da e per gli Stati Uniti, consentendo ai cubano-americani nati nell'isola caraibica di imbarcarsi. Inizialmente Carnival non aveva accettato le prenotazioni di queste persone, scatenando un'ondata di accuse di discriminazione. Ma poi la compagnia navale, la più grande del settore crocieristico al mondo, ha cambiato politica e accettato le prenotazioni dei clienti nati a Cuba, ma a condizione che L'Avana abolisse i vincoli sui viaggi per evitare incidenti diplomatici con vittime turisti a rischio rifiuto d'ingresso a Cuba. Dopo intensi negoziati il governo cubano l'ha fatto, nell'ambito del percorso di normalizzazione dei rapporti che ha portato il presidente Usa Barack Obama nell'isola a marzo (nella foto a destra è nella Plaza de la Revolution mentre ascolta l'inno nazionale Usa davanti alla storica raffigurazione di Ernesto "Che" Guevara)I passeggeri dell'Adonia, che hanno pagato il biglietto tra gli 800 e i settemila dollari, svolgeranno una serie di attività culturali nei porti dell'isola, L'Avana, Cienfuegos e Santiago de Cuba: incontri con artisti e imprenditori, lezioni di danza e visite guidate. Per ora gli americani possono recarsi a Cuba solo per occasioni culturali, accademiche, sportive o religiose. Bisognerà aspettare le imminenti elezioni presidenziali per capire il futuro dei rapporti fra i due paesi: se vincerà la democratica Hillary Clinton tutto proseguirà nel cammino cominciato da Obama; se vincerà il repubblicano Donald Trump può succedere di tutto, anche che si revochino le relazioni diplomatiche. L'embargo Usa, come ha detto Obama, ha fallito il suo obiettivo: il regime castrista inviso agli americani dall'inizio degli anni 60 è ancora saldamente al potere e le restrizioni economiche hanno impoverito solo i cubani, di una parte ma anche dell'altra che è emigrata negli Usa, divisi da un muro invisibile sopravvissuto alla Guerra fredda che ha fatto sì che molti familiari e parenti non potessero rivedersi per decenni. Già da molti anni tanto è cambiato e i cubani residenti negli States possono andare a Cuba in vacanza così come i cubani di L'Avana possono visitare i parenti in Usa se dotati di visto. I voli diretti anche da New York esistono da tempo. Ma entrambe le comunità non potevano andare da una parte all'altra del mar dei Caraibi se avevano problemi politici: ai cubano-americani era vietato l'ingresso a Cuba se avevano manifestato pubblicamente le propria opposizione politica al regime castrista; ai cubani residenti in Patria era invece proibito ottenere il visto, anche con familiari in Usa invitanti, se avevano un curriculum importante all'interno del Partito comunista cubano. Nonostante l'embargo i due paesi si spiano tuttora l'uno dentro l'altro.

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