Usa, più armi che persone, ecco perché stragi. Cuba sicura: armi solo a polizia

Negli Stati Uniti ci sono più armi che persone. A denunciarlo è il quotidiano americano "Washington post" secondo cui nel 2013 erano 357 milioni le armi in possesso di civili contro i 317 milioni di popolazione totale. Si tratta di una stima basata su una combinazione di dati del Bureau of alcohol, tobacco, firearms and explosives e del Congresso degli Usa. Si precisa che la cifra di 357 milioni non tiene inoltre conto delle armi entrate illegalmente oppure di quelle distrutte o andate perse. Sta di fatto poi, che l'industria delle armi dal 2009 ha comunque raddoppiato la sua produzione, passando da cinque milioni e 600mila nel 2009 a quasi 11 milioni nel 2013. "Purtroppo - osserva Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei Diritti - l'allarme e il dibattito sulle regole per l'accesso alle armi da fuoco negli Stati Uniti si riaccende ogni volta che una nuova strage di massa fa notizia, ma soltanto nel 2014 negli Usa ci sono stati oltre ottomila omicidi compiuti con armi da fuoco, ovvero 156 alla settimana, 22 al giorno. Oltre dieci persone sono state uccise nelle 24 ore successive alla strage nel college in Oregon, tra queste un bimbo di cinque mesi in Ohio.

Se ci sono armi queste vengono prima o poi usate e questo vale per qualsiasi paese del mondo non solo per gli Stati Uniti dove il fenomeno ha assunto proporzioni inaccettabili. Il presidente Barack Obama ripete dopo ogni strage di innocenti che bisogna riformare la legge per abolire la vendita facile delle armi, che in Usa si comprano facilmente (foto d'apertura). Un esempio per tutti? Cuba: nel paese caraibico - che proprio da poco ha fatto la pace con gli Usa dopo 53 anni d'interruzione delle relazioni diplomatiche - le armi non si vendono, non si possono comprare (nemmeno privatamente) e non esistono negozi. Gli unici a possederle sono i poliziotti (foto a destra) e i militari. In questo modo non ci sono sparatorie e relative vittime. Se un cubano vuol uccidere qualcuno (e qualche volta accade pure a Cuba) deve usare le mani o il machete, l'unica arma "tollerata" nelle case della "Isla grande".

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