Alla 'Fonte degli innamorati' per ricordare 'in musica nel bosco' il 'Guru'

"Pranzando in musica nel bosco" è l'evento musicale-ambientale che l'Associazione culturale "Il Castello" di Rovere (L'Aquila) organizza per domani 9 agosto, dalle ore 11 in poi. Un'idea che la presidente Stefania Martini ha avuto con alcuni soci e amici, fra cui il cantante e musicista Ruben Coco (nella foto qui sotto a destra) che si esibirà col suo gruppo, e sponsor che sosterranno l'iniziativa anche per ricordare alla "Fonte degli innamorati" (nella foto sotto a destra) il suo Enrico Di Paolo ("Guru") il dj scomparso la notte di Capodanno del 2014, al termine di una serata di lavoro in un locale del Pescarese. Il Guru è stato il grande amore della vita di Stefania (i due insieme nella foto d'apertura), figlia di emigrati abruzzesi in Sudafrica (dove vive la sorella maggiore Giuliana Martini, Premio "Dean Martin" 2017) trasferitasi in Abruzzo per l'amore che la legava al grande dj famoso in tutta Italia. "Usufruisco dell'eredità di Enrico - spiega la presidente del Castello - dell'amore per la musica che lui mi ha trasmesso e che sarà la protagonista di questo evento, in un contesto, il bosco degli innamorati di Rovere, ideale per momenti di riflessione circondati dalla natura più bella, una specie di angoletto del paradiso".

Com’è capitato a molti grandi artisti, il Guru, amatissimo dagli abruzzesi di diverse generazioni, se n’è andato in grande stile, poco dopo essere sceso dal palco, in una notte fra il vecchio e il nuovo anno. A soli 53 anni. Enrico ha lasciato un vuoto incolmabile: mai nella storia della musica da discoteca era capitato a chi scrive (che un po' di locali "dance" nel mondo li ha girati, per lavoro) di conoscere un dj così bravo e colto, non solo musicalmente. Per questo lo chiamavano tutti "Guru". Laureato in Giurisprudenza all'Università Sapienza di Roma come il fratello gemello Fabrizio, scomparso nel 2012, ai tribunali ha preferito le consolle e i palchi di mezzo mondo, con un’importante parentesi rugbystica, sport della sua L’Aquila. Basti pensare che, con la sua musica mixata ha fatto sfilare dal vivo le modelle delle Fendi e ha aperto concerti come quelli di James Brown in Italia e persino Myriam Makeba nella sua Sudafrica, davanti a migliaia e migliaia di persone. Un viaggio storico, compiuto grazie alla sua "dolce metà" Stefania. La sorella maggiore Giuliana, sempre dalla parte dei neri e contro l’apartheid nonostante bianca - è stata stretta collaboratrice di Nelson Mandela durante la prima storica presidenza democratica del tormentato Paese africano.

Il Guru bastava ascoltarlo per rimanere inebriati: per questo è riuscito a far ballare insieme fra loro generazioni diverse, perché la musica di qualità, quella non banale e commerciale, piace a tutti ma dà fastidio ai mediocri. Dalle sonorità di Enrico rimanevano folgorati soprattutto lontano dall’Abruzzo: nessuno è profeta in patria e negli ultimi anni - testardamente legato alla sua terra, diviso fra la sua L’Aquila terremotata e Silvi Marina (Teramo), dove viveva dal 2009 – il Guru lavorava poco grazie ai grandi scienziati che governano le discoteche tutte in crisi, non solo in Abruzzo. Al suo funerale celebrato a L’Aquila c’era mezza città: dai dj adolescenti ai magistrati, dai politici di destra e sinistra ai professionisti, imprenditori, sportivi, a testimonianza che il Guru è stato capace di unire generazioni e classi sociali diverse fra loro. Ci vogliono molti anni per diventare giovane” era una delle sue citazioni preferite. E i giovani amici "innamorati" di Enrico si ritroveranno domani nel "loro" bosco.

Per informazioni, telefonare al 328.3164501.

 

 

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