Sacchetti bio, Legambiente contro bufale: nessuna tassa occulta né monopolio

"Troppe bufale e inesattezze sui sacchetti biodegradabili e compostabili che invece fanno bene all`ambiente e aiutano a contrastare il problema dell`inquinamento da plastica. Non c`è nessuna tassa occulta né monopolio aziendale. E il problema delle buste usa e getta si può facilmente superare con una circolare ministeriale che permetta, per esempio, l`uso e riutilizzo delle retine". Lo afferma in una nota Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, per cercare di fare chiarezza dopo le polemiche sui nuovi bioshopper biodegradabili e compostabili, a pagamento, utilizzati per gli alimenti ed entrati in vigore dal 1 gennaio scorso.

"Le polemiche di questi giorni sono davvero incomprensibili: non è corretto parlare di caro spesa né di tassa occulta o di qualche forma di monopolio aziendale. Sarebbe utile che ci si preoccupasse dei cambiamenti climatici e dell'inquinamento causato dalle plastiche non gestite correttamente, e che si accettassero soluzioni tecnologiche e produttive che contribuiscono a risolvere questi problemi, senza lasciarsi andare a polemiche da campagna elettorale di cui non se ne sente il bisogno - sottolinea Ciafani - È ora di sostenere e promuovere l`innovazione che fa bene all`ambiente, senza dimenticare di contrastare il problema dei sacchetti di plastica illegali. Circa la metà di quelli in circolazione sono infatti fuorilegge, un volume pari a circa 40mila tonnellate di plastica, e una perdita per la filiera legale dei veri shopper bio pari a 160 milioni di euro, 30 solo per evasione fiscale".

A chi parla di tassa occulta, Legambiente risponde sostenendo che "da sempre i cittadini pagano in modo invisibile gli imballaggi che acquistano con i prodotti alimentari ogni giorno. Nessun produttore o nessuna azienda della grande distribuzione ha mai fatto ovviamente e naturalmente beneficenza nei confronti dei consumatori. Unica differenza, è che questa volta il costo è visibile, perché l'obiettivo della norma è aumentare la consapevolezza dei consumatori su un manufatto che se gestito non correttamente può causare un notevole impatto ambientale".
Il problema creato dalla norma che vieta il riutilizzo dei sacchetti "si può ovviare semplicemente con una circolare esplicativa dei ministeri dell'Ambiente e della Salute che permetta in modo chiaro, a chi vende frutta e verdura, di far usare sacchetti riutilizzabili, come ad esempio le retine, pratica già in uso nel nord Europa. In questo modo si garantirebbe una riduzione auspicabile dell'uso dei sacchetti di plastica, anche se compostabile, come già fatto coi sacchetti per l'asporto merci (che grazie al bando entrato in vigore nel 2012 in 5 anni sono stati ridotti del 55%)", spiega ancora Legambiente.

"A chi punta il dito contro il presunto 'monopolio' dell'azienda Novamont - prosegue Ciafani commentando una bufala che circola sui social network e Whatsapp, Legambiente risponde che - si tratta di una fantasia di chi non conosce il mercato delle bioplastiche. Oggi nel mondo ci sono almeno una decina di aziende chimiche che producono polimeri compostabili con cui si producono sacchetti e altro. Basta andare sul web e si possono trovare colossi della chimica italiana, tedesca, americana, del sud-est asiatico, che producono bioplastiche. Dove sarebbe il monopolio? Forse sarebbe opportuno ricordare che tra le principali aziende della chimica verde una volta tanto l`Italia ha una leadership mondiale sul tema, grazie ad una società che è stata la prima 30 anni fa a investire in questo settore e che negli ultimi 10 anni ha permesso di far riaprire impianti chiusi riconvertendoli a filiere che producono biopolimeri innovativi che riducono l'inquinamento da plastica. Un problema di cui ormai si parla in tutto il mondo, come emerso chiaramente, per esempio, alla Conferenza mondiale sugli oceani che l'Onu ha organizzato nel giugno scorso a New York (Stati Uniti), a cui Legambiente ha partecipato portando l`esperienza di citizen science sul marine litter con Goletta verde e le campagne di pulizia delle spiagge".

 

 

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