E' morta Lucia D'Emilio, inviata Unicef amata e rimpianta in America latina

Anna Lucia D'Emilio, direttore esecutivo dell'Unicef Cuba dal 2014 al 2017, è morta a Milano, alcuni giorni fa, dopo una lunga malattia. Della scomparsa della D'Emilio si sono occupati solo alcuni giornali latinoamericani, attraverso i commenti di giornalisti e amici che l'hanno conosciuta e ammirata. In Italia siamo i primi a dare questa triste notizia. Eppure la D'Emilio è stata una importante inviata nel mondo, prima per l'Unesco e poi per l'Unicef. L'ultima missione è stata quella a Cuba e proprio a L'Avana, dalla pagina Facebook del Cenesex - il Centro di educazione sessuale diretto da Mariela Castro Espin (figlia di Raul), abbiamo saputo della morte. Originaria di Lucera, (Foggia), dove era nata 63 anni fa, la D'Emilio viene ricordata "con profondo dolore"  si legge nel post, che ripercorre la carriera della missionaria che "ha conseguito il dottorato in Sociologia e Antropologia, laureandosi all'Università di Urbino in Italia. Dal 2007, ha ricoperto la carica di consigliere regionale per l'istruzione per l'Unicef per l'America latina e i Caraibi, con un ufficio a Panama. Durante questo periodo ha fornito consulenza tecnica per la progettazione e la realizzazione di programmi di formazione nella regione. Legata all'Unicef da più di 25 anni, ha lavorato in diversi paesi, come Kosovo, Cambogia, Bolivia e Venezuela. In quest'ultimo paese è stata dal 2001 al 2006". Nella foto a destra, conferisce il titolo di "Ambasciatore Unicef" a Caracas al maestro Josè Antonio Abreu (scomparso anche lui l'anno scorso). l'inventore del "Sistema" educativo alla musica per togliere i bambini poveri dalla strada e trasformarli in musicisti d'orchestra.

La D'Emilio, aggiunge invece il sito web di Unicef Cuba ha iniziato la sua carriera come volontaria per la ong Terra Nostra nell'Amazzonia peruviana (1980-84), formando insegnanti indigeni (nella foto qui sotto a sinistra). Esperienza che ha lasciato il segno e che è citata anche sul suo profilo Linkedin, dove ha ricordato anche la sua esperienza per l'Unesco in Cile dal 1984 al 1997. Inoltre, prosegue il Cenesex "ha promosso lo scambio 'Sud-sud' e la cooperazione tra Cuba e altri paesi dell'area, principalmente nel campo dell'assistenza per l'infanzia. Era una promotrice dell'esperienza cubana del programma 'Educate your child'. Prima della sua permanenza sull'isola, ha visitato il nostro Paese in diverse occasioni, il più delle volte come un delegato in occasione di eventi come il primo 'Summit americano di Educazione fisica e scuola di Sport e di Pedagogia' nel 2013. 

"In un'intervista esclusiva a 'Juventud rebelde' nel 2016", la D'Emilio, allora "rappresentante dell'Unicef sull'isola disse che 'Cuba è stato uno dei primi paesi a firmare la 'Convenzione sui diritti del fanciullo', 25 anni fa. I progressi sono impressionanti rispetto alla situazione nel resto della regione, ma ci sono sempre sfide". Il Cenesex e la Castro Espín porgono le "condoglianze alla famiglia per tale profonda perdita. La sua eredità sarà ricordata a beneficio della società e della protezione dei diritti di bambini e adolescenti".

La famiglia sono il fratello Romeo, che si divide fra Barcellona (Spagna) dove fa l'architetto e Foggia, dove insegna all'Accademia di Belle arti, e la sorella Rosaria, che insegna a Milano.

Unicef Cuba scrive su Facebook che "rimpiange con profondo dispiacere il decesso di Anna Lucia D' Emilio, che era rappresentante dell'ufficio a Cuba. Anna Lucia è stata una impegnata sostenitrice dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Accompagniamo la sua famiglia in questo triste momento".

Nella sua Lucera "Lucia" (così veniva chiamata) si è diplomata al Liceo classico "Ruggero Bonghi" nel 1974 per poi trasferirsi all'Università di Urbino, dove si è laureata nel 1979 e da lì è diventata "cittadina del mondo" come l'ha definita il sindaco Antonio Tutolo che due anni fa le ha conferito una pergamena come cittadina illustre di Lucera. Dopo Cuba è andata in pensione ma ha continuato la sua missione in Colombia "dove stava sviluppando un progetto per l'Unicef - ci racconta il fratello - è li si è ammalata".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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