Fuggito dalla fabbrica che lo sfruttava, ora Rashid rischia di finire in strada

Il Comune di Portici (Napoli) può salvarlo, ma dice che non ci sono fondi. Rashid (nome di fantasia) originario del Bangladesh, fuggito dallo sfruttamento in una fabbrica del vesuviano, rischia di ritornare nella spirale dell’abbandono e dello sfruttamento se i servizi sociali non decideranno di continuare a ospitarlo nel "Gruppo appartamento grecale" di Napoli, al compimento del diciottesimo anno d’età (a maggio). Lassaad Azzabi, tutore legale del minore, ed Edlir Sina, coordinatore del Gruppo, paventano il peggio poiché l’assistente sociale del comune di Portici, che si sta occupando del caso, ha detto loro che non ci sono i fondi necessari per ospitare ancora Rashid. Azzabi e Sina, entrambi impiegati nella cooperativa sociale Dedalus, specializzata nei programmi di inserimento per minori stranieri non accompagnati, hanno presentato un’istanza a Raffaele Cuorvo, assessore Politiche sociali del Comune di Portici per richiedere il prolungamento dell’accoglienza del minore. “E’ fondamentale sostenerlo in questa delicata fase d'inserimento lavorativo, anche solo per alcuni mesi, in modo da fargli completare il percorso intrapreso e raggiungere gli obiettivi prefissati (licenza media e inserimento lavorativo), scongiurando il pericolo di fare ritorno in un contesto di sfruttamento e precarietà esistenziale”, si legge nell'istanza. E’ emblematica la storia di Rashid: giunto dal Bangladesh a Napoli nel giugno 2013 è stato intercettato da alcuni connazionali che gestiscono, insieme a italiani, una fabbrica di tessile nel vesuviano. “Ci ha raccontato Rashid che lavorava 12, 14 ore al giorno - spiega Azabi - senza percepire alcuna paga, in cambio di cibo e di una brandina. Con lui lavoravano 15 bengalesi, tra cui altri minorenni. Rashid è fuggito e ha vagato per alcuni giorni, per poi rivolgersi alla polizia che l’ha affidato ai servizi sociali. È stato tradito dagli adulti già troppe volte: nel suo Paese da cui è fuggito per la povertà estrema, qui in Italia, sfruttato in fabbrica, e dove rischia di esserlo nuovamente e definitivamente. Il minorenne, accolto nel Gruppo, grazie al sostegno economico del Comune di Portici, ha intrapreso con grandi risultati il percorso di inserimento sociale. Abbiamo lavorato tanto in quest’anno per fargli acquistare fiducia nel prossimo e nel futuro, ma è un ragazzo fragile e non è ancora pronto per essere lasciato solo”. Il percorso scolastico di Rashid è caratterizzato da un ottimo apprendimento della lingua italiana e da un inaspettato rendimento complessivo. Inoltre ha già avviato un primo tirocinio lavorativo finanziato da "Italia lavoro" in una nota pizzeria a Pozzuoli e i risultati sono stati tanto positivi che il tirocinio si protrarrà fino a novembre 2014. L'esperienza prevede, però, solo un rimborso spese, insufficiente al ragazzo per vivere da solo. A fine giugno, Rashid conseguirà la licenza media, a novembre concluderà il suo secondo tirocinio nella stessa pizzeria a Pozzuoli e nei successivi mesi i mediatori sono convinti che riuscirà a raggiungere una piena autonomia abitativa ed economico-lavorativa. La storia di Rashid squarcia il velo di un fenomeno sempre più grave: lo sfruttamento in fabbrica dei ragazzi stranieri non accompagnati e l’aggravamento della loro condizione al conseguimento della maggiore età. “Quest’anno, solo tra i minorenni non accompagnati che ho seguito personalmente - continua Azabi - ne ho incontrati, una volta diventati maggiorenni, una quindicina a vendere fiori in strada e so di alcuni che sono tornati in fabbrica dai loro sfruttatori. Dopo tutto l’impegno profuso da parte dei ragazzi e degli operatori sociali e i soldi spesi da parte dello Stato nell'accoglienza dei minori non accompagnati, è un assoluto fallimento non continuare a sostenerli, benché maggiorenni, finché il loro percorso d'inserimento lavorativo sia concluso. Col rischio che finiscano nelle maglie della malavita e che rappresentino in futuro una spesa ancora più onerosa per tutti”.

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=