Violenza di genere, arriva tra le polemiche l'app "Mai sola" a tutela delle donne

 

Un mondo fatto di urla, minacce, botte e difficoltà a reagire per paura o per vergogna. A sostegno delle donne vittime di violenza in Abruzzo è stata progettata una web-app chiamata, non a caso, “Mai Sola”. Ideatore dell'applicazione gratuita è la Commissione regionale delle Pari opportunità. Il protocollo d'intesa è stato firmato martedì 9 aprile al palazzo della Regione a Pescara, da Gemma Andreini, presidente della Commissione e dalle rappresentanti delle commissioni delle quattro Province. "Si vuole fornire un servizio immediato online alle vittime di violenza e a chi vuole informazioni sul tema - ha detto la Andreini - Questa è una app informativa, ma anche di pronto intervento perché darà la possibilità di cliccare il numero anti violenza nazionale e dunque mettersi subito in contatto, in caso di pericolo, con i centri deputati all'intervento, sapendo che poi in caso di estrema necessità è importante rivolgersi alle forze dell'ordine. E' un progetto di rete e che riguarda le Commissioni delle quattro province abruzzesi, che ci permette di avere un'informazione capillare e completa". L’iniziativa è possibile anche grazie al contributo della Federazione Banche di credito cooperativo Abruzzo e Molise e alla collaborazione dell’Akonservice. "Mai sola" contiene una serie d'informazioni di facile consultazione per gli utenti: dal numero per denunciare episodi di violenza, fino ai riferimenti telefonici e gli indirizzi dei centri anti violenza presenti in Abruzzo, alle leggi vigenti in materia, i programmi di accoglienza e a una serie di domande e risposte frequenti, realizzate proprio grazie al sostegno di esperti del settore. La partenza del progetto è prevista entro un mese, il tempo per aggiornare la situazione dei centri anti violenza cui fare riferimento. Una netta contrapposizione al progetto è arrivata subito dopo la conferenza stampa e la firma del protocollo d'intesa, da parte di Letizia Marinelli, consigliera di Pari opportunità alla Regione, la quale è arrivata a parlare di richiesta di dimissioni della Andreini, creando un parallelo con la vicenda dei rimborsi gonfiati che l’ha vista protagonista dello scandalo della "stanza 114" col governatore abruzzese Gianni Chiodi e con le dimissioni che allora la Andreini chiese a lei. "Su un argomento così delicato e urgente - ha detto la Marinelli - è necessario mettere in campo tutte le risorse necessarie e sufficienti per contrastare e prevenire la violenza sulle donne e sui loro figli minori. Tuttavia non si può pensare di muovere istituzioni e organismi su un’ipotesi di progetto che ancora non esiste e sottoscrivere atti d’impegni prima di aver verificato che ciò sia possibile e che chi deve ed è preposto al governo delle istituzioni abbia almeno determinato qualcosa in tal senso. Su di me la Cpo regionale s'è espressa in un comunicato stampa in cui ha sentito il dovere di chiedere le mie dimissioni, per fatti o cose che certo non erano ancora di dominio pubblico e non erano certo di nocumento agli interessi degli abruzzesi. Se questa commissione continuerà a operare senza seguire nemmeno la legge che la istituisce sarò io invece a chiederne le dimissioni". Così, per un progetto rivolto alla tutela delle donne, si sta scatenando una "guerra" tutta al femminile. (Noemi Trivellone)

 

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