Casa di maternità, l'alternativa all'ospedale per partorire in tranquillità

Perché la donna che mette al mondo un bambino possa rilassarsi psicologicamente, mentre gli ormoni favoriscono il buon espletamento del parto stesso, deve essere circondata da silenzio, tranquillità, serenità. Le esigenze del piccino che sta nascendo sono le stesse. Queste condizioni sono possibili in una casa di maternità, in cui la futura mamma non è circondata da persone estranee e ha già familiarità con l’ambiente. L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea che per le donne sane con una gravidanza fisiologica, l’ospedale non è affatto una tappa obbligata. In Italia, questa opportunità è ancora poco conosciuta e sfruttata. Eppure il parto in casa maternità, per le donne sane, è un’alternativa valida, tant'è che in alcuni Paesi europei è una modalità di nascita molto diffusa. Alle porte di Bologna (ma anche a Milano, Roma e in provincia di Como, Ragusa e varese) c'è una delle cinque Case maternità d'Italia, "Il Nido". Si tratta di un luogo dove non solo si può partorire, ma mamma e bambino vengono seguiti prima e dopo la gravidanza, fino a quando il neonato ha compiuto un anno. Possono scegliere questa modalità di nascita tutte le donne in buona salute che stanno portando a termine una gravidanza “normale”. La caratteristica peculiare dell’assistenza in Casa di maternità è la continuità assistenziale: la coppia viene accompagnata durante la gravidanza e, dopo il parto, l’ostetrica continua a seguire e a supportare i neogenitori nel periodo impegnativo del puerperio. Entro le prime ore di vita, il benessere del bebè viene controllato anche dal pediatra, che si reca nella struttura per una prima visita. Eventuali fratellini e sorelline maggiori sono benvenuti e possono restare con i genitori per fare conoscenza con il nuovo nato.

Come spiega Donatella Pini, ostetrica, fondatrice con altre tre colleghe della struttura bolognese “La Casa maternità è un luogo sociale. Delle donne che si sono rivolte a noi, l’89% ha partorito qui o in casa, c'è poi un 5-6% di donne che, nel corso delle visite preliminari, viene giudicato non idoneo al parto naturale. I motivi possono essere vari, si va da patologie pregresse della futura mamma a patologie nuove che non renderebbero sicura una nascita spontanea. Per l’altro 5-6% delle donne capita che durante il travaglio venga deciso il trasferimento in una struttura ospedaliera, ma anche in questo caso noi ostetriche continuiamo a seguire la donna. Con gli ospedali oggi c'è un ottimo rapporto, ma c'è voluto un po' di tempo per farci accettare".

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