Tasi, gli immobili di enti no-profit sono esenti. Chiesa e sport compresi

Gli immobili degli enti no-profit sono esentati dal dover pagare la Tasi (Tassa sui servizi Indivisibili), la nuova imposta annuale sugli immobili e i servizi con cui, per esempio, i comuni finanzieranno la manutenzione stradale o l’illuminazione cittadina.

A partire dal 2014 la Tasi sostituirà l’Imu e la pagherà anche chi abita in affitto, in una quota variabile fra il 10 e il 30% dell’intera tassa (la stabiliranno i comuni). L’agevolazione per gli enti no-profit ed ecclesiastici, però, spetta solo se negli immobili si svolgono attività didattiche, ricreative, sportive, assistenziali, culturali e via dicendo con modalità non commerciali. Qualora l’unità immobiliare abbia un’utilizzazione mista, l’esenzione si applica solo sulla parte nella quale si svolge l’attività non commerciale, sempre che sia identificabile. Lo prevede l’articolo 1, comma 3, del Dl sulla finanza locale (16/2014), che estende a questi enti per la Tasi lo stesso trattamento riservato per l’Imu.

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