Conferenza Infanzia, Bellanova: "Piano ora per Italia che fa meno bimbi"

Si conclude oggi a Bari la Conferenza nazionale per l'infanzia e l'adolescenza. L'intervento del Governo è stato affidato a Teresa Bellanova, sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, che ha ringraziato il “popolo degli operatori sociali oggi così numerosi, che da anni e anni tesse tela e mette radici”. La Bellanova, deputata del Pd eletta in Puglia con un passato da sindacalista in prima linea nelle lotte in difesa dei braccianti agricoli, s'è impegnata a “insediare in tempi brevissimi il ricostituendo Osservatorio nazionale per l’infanzia. L’Osservatorio – ha detto - ha il compito non solo di elaborazione generica delle proposte ma di ausilio al Governo nell’elaborazione del piano d’azione”. Un passo decisivo per l’elaborazione del Piano nazionale d'azione e d'interventi per l’infanzia. "Il Terzo Piano biennale (2010-2011) - ricorda la Bellanova - individuava quali linee prioritarie il contrasto all’esclusione sociale, il rafforzamento dei diritti e della rete integrata dei servizi, la promozione dell’integrazione e della partecipazione per la costruzione di un patto tra generazioni. Molte delle azioni delineate nel Piano sono state realizzate, alcune sono state realizzate parzialmente e molte altre necessitano di un ripensamento durante i lavori per la redazione del futuro Piano”. Di sicuro sottolinea che “alcune delle priorità del futuro Piano sono emerse in maniera chiara dal dibattito di questi due giorni, dalle relazioni dei gruppi di lavoro, dagli interventi della mattinata”. Il nuovo Piano, secondo il Sottosegretario, dovrà tenere conto del fatto che l’Italia è un Paese a demografia debole: nel 2012 sono oltre 12mila in meno i nati rispetto al 2011, oltre 42mila in meno nei quattro anni della crisi, quasi 54mila in meno rispetto al 2008. “Le coppie sembrano sostenere un 'costo' nel mettere al mondo e crescere i figli più elevato che altrove, un costo che vede intrecciarsi numerose e complesse componenti non facilmente riducibili, che non affondano le proprie radici esclusivamente in un terreno puramente economico, ma che interessano anche motivazioni e fattori sociali, culturali e psicologici”. Di contro l’Italia detiene il triste primato di essere stato il primo in cui il numero di persone di 65 e più anni ha sopravanzato il numero di bambini di 0-14 anni, “uno storico sorpasso che non sembra segnare il passo”. Per darne il senso l'esponente del Governo ha ricordato che l’incidenza dei minorenni residenti sul totale della popolazione residente si è ridotta di oltre 70mila unità in 15 anni: è “scomparsa di un’intera città di medie dimensioni abitata da soli bambini e adolescenti. È a rischio la tenuta del sistema paese, la capacità di crescita dello stesso, la sussistenza e l’equità del patto intergenerazionale, ma si snaturano anche le relazioni, perché i bambini e gli adolescenti crescono in un mondo sempre più adulto in cui ci si confronta sempre meno con fratelli, cugini, pari età, e in cui lo spazio per il confronto con i coetanei è sempre più contingentato negli orari e circoscritto in luoghi deputati, tra i quali la scuola e le attività sportive extrascolastiche. Questa rarefazione porta, però, principalmente a una perdita di peso sulla agenda delle azioni e degli interventi che questo segmento di popolazione può legittimamente reclamare”. Il governo riparte dal sostegno globale alla famiglia e dalla volontà di lavorare in rete: dal sostegno al reddito, alla creazione di mercati del lavoro inclusivi, all’offerta di servizi per la conciliazione e, soprattutto, al sostegno alle capacità genitoriali. “Se l’8,9% delle famiglie con figli ricade sotto la soglia della povertà assoluta, è da qui che si può partire per individuare nella lotta alla povertà minorile una delle più cogenti priorità. Se solo il 13,5% dei bambini sotto i tre anni riesce ad accedere ai servizi socio–educativi, è sul potenziamento della rete di questi servizi che bisogna rafforzare l’investimento. Se sono ancora circa 30mila i bambini e i ragazzi per i quali non è pienamente realizzabile il diritto a vivere nella propria famiglia, la priorità di investire in azioni di sistema che portino alla prevenzione degli allontanamenti con adeguati interventi di affiancamento alle capacità genitoriali si manifesta in tutta la sua urgenza”. Prioritario "ragionare di tutti quei bambini invisibili, che vivono ai margini delle nostre città o relegati in spazi di detenzione pensati per le loro madri - ha proseguito - Prioritario è rinforzare il sistema scolastico, fondamentale agente di inclusione in una società sempre più interculturale. Prioritario è farsi carico di tutte le marginalità che incrociano la vita di ogni bambino di questo Paese, che si è dato come principio fondamentale del proprio agire il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana". Il Piano si arricchirà anche di temi e urgenze di natura più profondamente culturale, che non hanno avuto spazio durante il lavori della Conferenza. “Penso - ha concluso la Bellanova - all’attenzione particolare che dovremmo dedicare all’età dell’adolescenza e della preadolescenza. Il cammino è appena iniziato. Di una cosa siamo certi: dovremo adattare i nostri tempi ai tempi della crescita dei nostri figli. E questo significa che dobbiamo agire con celerità e urgenza. Vi assicuro che per quanto ci riguarda noi abbiamo ricavato esattamente questo, maggiore passione e maggiore motivazione per fare il nostro lavoro. Di questo vi siamo immensamente grati”.

 

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