Esenzione ticket, si riparte con le file perché lo Stato non migliora la norma

Per scongiurare botte, spintoni e persino morti (come a Palermo l'anno scorso), anche la Asl di Pescara fa sapere alla cittadinanza che il 31 marzo prossimo scade la certificazione di esenzione per reddito e che non c'è fretta per rinnovarla subito. Nella città adriatica non è cambiato nulla rispetto all'anno scorso, solo il potenziamento degli sportelli e orari per accettare le istanze autocertificative. Gli utenti dovranno presentarsi alla Asl con un documento di riconoscimento e la tessera sanitaria, in originale e fotocopia. Si può anche delegare per iscritto altra persona, "con fotocopia del documento di riconoscimento e della tessera sanitaria del delegante oltre al proprio documento di riconoscimento", spiega l'Urp della Asl Pescara che invita "caldamente l'utenza a non presentarsi prima dell'orario di apertura degli sportelli per consentire il corretto svolgimento delle attività e per non creare inutili e dannose code" e che per rinnovare l'esenzione "c'è tempo sino a fine anno". Vero, però chi deve fare un esame o una visita dopo il 31 marzo deve avere già rinnovata l'esenzione sennò il medico curante non gli rilascia l'impegnativa "rossa" con la dicitura "esente". Ecco perché tutti si precipiteranno pure quest'anno i primi giorni utili a fare l'esenzione 2014. Infatti, da Roma, impegnati in problemi e riforme forse più urgenti, anche quest'anno ci s'è dimenticati di riformare la norma che disciplina l'esenzione ticket. L’esenzione del pagamento ticket sanitario è previsto sin dal 1993 (legge 537) ma c’è voluto l’avvento della telematica e il decreto del dicembre 2009, firmato dagli ex ministri Giulio Tremonti (Finanze) e Maurizio Sacconi (Salute e Welfare) per mettere a punto un sistema di controllo incrociato di reddito e status degli aventi diritto. Le Asl sono collegate con l’Agenzia delle Entrate per verificare ciò che i cittadini sono in prima istanza obbligati a dichiarare con autocertificazione da fare fisicamente con tanto di documento d’identità e tesserino sanitario di tutti i componenti familiari. Le categoria di cittadini esenti con relativo codice sono: cittadini sotto i sei anni o più di 65 anni, appartenenti a nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (E01). Disoccupati e familiari a carico con reddito da nucleo familiare complessivo sotto 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 in presenza di coniuge con ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (E02); pensionati sociali e familiari a carico (E03); pensionati over 60 anni e familiari a carico, con un reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11. 362,05 in presenza di coniuge e con i 516,46 euro per ogni figlio a carico (E04). Per nucleo familiare s’intendono coppie sposate conviventi e figli a carico (con reddito sotto i 2.840,51 euro). La convivenza "more uxorio" con stato di famiglia unico, anche in presenza di figli, non costituisce ai fini dell'esenzione nucleo familiare. Il reddito che si prende in considerazione è quello dell’anno precedente. Per disoccupato s’intende chi non lavora ed è iscritto al Centro per l’impiego. Una volta rilasciato il certificato d’esenzione, questo va esibito al medico di base che aggiorna il suo database in modo tale che le prescrizioni sanitarie escano stampate già con l’evidenzia sulla ricetta rossa, senza dover più firmare la stessa che prima valeva anche come autocertificazione. Solo i pensionati con i redditi previsti sono comunicati dalle Asl direttamente ai medici. Spesso capita che sia un altro medico della Asl a prescrivere un esame o visita su impegnativa rossa che non sa se il paziente è esente: la Asl, infatti, rilascia l'esenzione ma non mette il proprio personale nelle condizioni di poter verificare al computer se il paziente gode o meno dello stesso. Pertanto, pur se illegale che un ente chieda un documento che emette esso stesso (lo sarebbe anche se lo emettesse un altro ente pubblico), quando si va in ospedale o nei distretti è bene portarsi sempre dietro il certificato esenzione Asl per evitare rifiuti "poco salutari".

Sono, dunque, ormai passati oltre quattro anni dall’entrata in vigore del decreto Tremonti-Sacconi del 2009 ma, nonostante le code chilometriche annuali con spintoni e malori, Stato e Regioni non riescono ancora a mettere a regime, nonostante la possibilità telematica, un sistema che renda la vita facile ai cittadini che hanno diritto alla sanità gratis completamente. Un’altro caso di apertura d’Ufficio complicazioni affari semplici in cui noi italiani siamo esperti. Prima i redditi per avere l’esenzione si autocertificavano direttamente a chi erogava prestazioni e farmaci ma (siamo italiani) troppe persone dichiaravano di non avere quei redditi che invece c’erano. Così s'è pensato, grazie alla telematica, di collegare Asl e Agenzie delle Entrate per verificare lo status dei richiedenti. Gli errori che ogni anno generano ancora file interminabili in quasi tutte le Asl soprattutto del Centro-Sud Italia, sono due: l’imposizione ad autocertificare fisicamente sul posto ciò che Asl e medici di base possono sapere telematicamente dall’Agenzia delle Entrate anche per altre categorie, oltre i pensionati, che non fanno dichiarazione dei redditi; ma soprattutto il fatto che il decreto Tremonti-Sacconi pone il 31 marzo come data di scadenza annuale dei certificati. Data precocissima perché tutti i cittadini hanno già ricevuto il Cud da lavoro, disoccupazione o pensione ma nessuno ha già fatto la dichiarazione dei redditi 730 o Unico che scadono a giugno il primo e anche a settembre il secondo se non si devono pagare tasse, come nel caso di chi non lavora ma ha altri redditi (E02). L’Inps dall'anno scorso non spedisce i Cud nemmeno più alla vecchietta di 90 anni: deve anche lei collegarsi a internet e scaricarlo dal sito col suo pin personale. Meno male che ci sono i patronati ad assistere gratuitamente gli anziani... Quindi, per sapere il proprio reddito bisogna essere cibernetici ma per dimostrarlo alla Asl no. La scadenza dei certificati dovrebbe essere a fine anno e il cittadino potrebbe autocertificare via web invece di stare tutta la mattina alla Asl e quest’ultima dovrebbe essere collegata anche con Inps e Centri impiego.

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