Reddito di Inclusione, tante domande. Pochi sanno che compatibile col lavoro

Nel primo mese di dicembre scorso le domande all'Inps tramite i Comuni di residenza per il Reddito di inclusione (Rei) sono state 75mila. E' di pochi giorni fa la notizia che le istanze per ottenere la nuova misura di contrasto alla poverta, nella sola città di Milano sono state seimila, "un numero altissimo - secondo l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino (nella foto sotto a sinistra) - superiore a ogni aspettativa, che vede molti italiani rivolgersi, per la prima volta, al sistema dei servizi". Infatti, il Rei - previsto per nuclei familiari dove ci sono minori o disoccupati over 55 - è un assegno più generoso rispetto al Sia (Sostegno all'inclusione attiva) che è andato in pensione insieme all'Asdi (Assegno sociale di disoccupazione, proseguo della Naspi), non solo perché prevede un Isee (reddito familiare) di seimila euro, il doppio rispetto alla Sia, ma perché per la prima volta introduce due elementi senza precedenti: 1) la possibilità di avere la prima casa di proprietà e anche una seconda purché con Isre sotto i tremila euro; 2) Il Rei è persino compatibile con il lavoro, purché precario, part-time e anche autonomo.

Oltre che avere l'Isee, appunto, sotto a seimila euro (redditi 2016 per la nuova Dsu 2018 che si può cominciare a fare da oggi 16 gennaio), il modulo dell'istanza recita testuale: "Si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde ad una imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 917/1986". Il Ministero del Lavoro ci ha chiarito che tale reddito corrisponde ai canonici ottomila euro (in realtà aggiornato a 8170 euro) per i dipendenti e 4800 per gli autonomi e che lo status di disoccupato previsto per il Rei non è quello di legge ma, appunto, quello previsto in sostanza nella precedente legge: si era disoccupati se si aveva un reddito inferiore a ottomila euro e un contratto a tempo determinato inferiore a otto mesi. Con la riforma Fornero (precedente al "Jobs act") lo status di disoccupato (col quale avere anche altre provvidenze tipo l'esenzione dal ticket sanitario) è stato fortemente limitato: oggi viene solo "sospeso" se il contratto a tempo determinato è inferiore a sei mesi.

Ecco perché alcuni Comuni come Milano si sorprendono che la domande per il Rei sono tante: la platea potenziale calcolata da Comuni come Pescara (nella foto sopra a destra l'assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino) potrebbe non essere solo doppio di quella Sia perché case di proprietà e compatibilità "rischiano" di far triplicare gli aventi diritto. Molti non hanno ancora fatto domanda e non la faranno perché pensano di non averne diritto in quanto lavoratori part-time o autonomi. Provare prima l'Isee per credere.

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