Nuova social card, Poletti: ''Se i criteri sono troppo stringenti li cambieremo''

“Di fronte un eventuale dato di problematicità e se ci rendiamo conto che i criteri così come sono stati adottati non sono congrui, li cambieremo”. A margine delle Conferenza nazionale per l'infanzia in corso a Bari il ministro per il Lavoro e le Politiche sociali, Giuliano Poletti, risponde a distanza a chi lamenta criteri di individuazione della soglia di povertà troppo stringenti nell'assegnazione della nuova Social card. Secondo un analisi delle graduatorie provvisorie di ben 10 città su 12 coinvolte per le quali sono disponibili i primi risultati dei bandi, una nuova social card su due non verrà assegnata. Ad oggi solo in due città (Palermo e Torino) le graduatorie provvisorie assegnano tutte le card disponibili, ma in giro per l’Italia, tra i comuni con più di 250mila abitanti scelti per il primo step della sperimentazione, la situazione è deludente: in nessuna delle altre otto città prese in considerazione (Verona, Venezia, Firenze, Bari, Napoli, Genova, Bologna e Milano) il numero di beneficiari individuati nelle graduatorie provvisorie raggiunge quello delle card disponibili.

Tuttavia, si attende ancora l’esito dei ricorsi che potrebbero quantomeno ridurre il gap tra il numero delle card disponibili e quello dei beneficiari, mentre si attendono ancora i primi dati da Catania (dove il bando è stato chiuso l’estate scorsa) e Roma, ultima a raccogliere le domande nelle prime settimane dell’anno con circa ottomila richiedenti per circa quattromila nuove social card da assegnare. Per la capitale, però, occorrerà aspettare ancora qualche mese prima di avere le prime graduatorie. Intanto, la sperimentazione, secondo i piani del Ministero del Welfare, non si concluderà con l’esperienza delle 12 città a cui sono stati affidati 50 milioni di euro. Grazie alla riallocazione di fondi europei, il governo Letta aveva previsto l’allargamento a tutto il territorio italiano della nuova card, da Nord a Sud con altri 587 milioni di euro da qui al 2016.

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