Premio Domenico Allegrino "Sì all'uomo" 2014 ad altre storie di dolore e coraggio

Giunge alla sua ottava edizione il “Sì all'Uomo”, Premio nazionale "Domenico Allegrino" ideato e realizzato nel 2007 per ricordare la scomparsa (29 marzo 1999) del noto imprenditore, benefattore ed ex sindaco di Pescara. L'evento si terrà sabato 29 marzo, dalle ore 9,30, all’Auditorium Ennio Flaiano di Pescara. Le persone che quest'anno riceveranno lo speciale riconoscimento sono Marina Di Zio di Alanno (Pescara), madre del giovane Michael, scomparso due mesi fa e protagonista di un raro gesto di altruismo, Zelinda Elmi di Perugia, testimone di una storia di vita inimmaginabile per i più, Francesca Fegadoli di Città di Castello (Perugia), portatrice di una storia di straordinario coraggio. L'evento sarà animato dalla presenza del coro “The Precious gospel singers”. Storie non comuni, storie di persone speciali, emozionanti, toccanti, commoventi. E' questo il Premio “Sì all'Uomo che l'anno scorso, sempre al “Flaiano” ha registrato il tutto-esaurito. “Ogni anno celebriamo donne e uomini comuni che fanno notizia per il coraggio e la forza con cui affrontano o hanno affrontato vite particolari", spiega Antonella Allegrino (figlia di Domenico), presidente della onlus intitolata al Padre, oltre che dell'Associazione Articolo 3 ed editrice del nostro quotidiano. "Gente che dedica la propria vita agli altri, testimoni di difficoltà, disagi, povertà, ferite che in molti casi resterebbero senza alcun conforto. L'anno corso abbiamo scelto da un lato di ritornare al 2009, a quel 6 aprile che ha visto cambiare per sempre la storia di tanti abruzzesi tra cui i due premiati Giustino Parisse (foto sotto) e Dario Pallotta (nella foto d'apertura, con la Allegrino durante la premiazione), che sia pur in modo molto diverso hanno dato un significato speciale alla loro vita.

"Poi abbiamo conferito il nostro riconoscimento a Franca Costantini, presente nelle parole e nelle  testimonianze di sua sorella Lidia e di suo marito Lucio (nella foto a destra, premiati da Assunta Allegrino, vedova di Domenico), che hanno voluto condividere con noi questa storia di altruismo non comune, regalando ai tanti volontari della nostra Onlus e a tutto il pubblico presente una testimonianza di autentica solidarietà”. La Costantini è stata la prima a essere ricordata per aver, con la sua morte, regalato la vita. I suoi organi, infatti, sono stati donati a ben sette persone malate che hanno potuto continuare a vivere grazie al suo altissimo gesto d'amore. Questa storia è stata raccontata da Lidia Costantini e Lucio Di Francesco, sorella e marito della Costantini, che hanno vissuto da vicino una vicenda che ha colpito particolarmente l'opinione pubblica ed è stata molto seguita dai media nazionali e locali.

Davvero struggente è stato il conferimento del premio a Parisse, caporedattore della redazione di L'Aquila del quotidiano “Il Centro”, che durante il terremoto del 6 aprile 2009 ha perso i suoi due figli e il padre nel disastro di Onna. Questa triste vicenda è stata ricordata prima attraverso le parole scritte del giornalista e poi con la sua toccante testimonianza. Dopo di lui, è salito sul palco un altro simbolo del terremoto aquilano, quel Pallotta che ha commosso il mondo dello sport ma non solo, grazie al suo spirito eroico. Dario, rugbysta che oggi milita nel Gran Sasso rugby, la notte del 6 aprile 2009 quando molti, in preda al panico, non sapevano cosa fare, ha mantenuto il sangue freddo e ha scelto di lottare contro la natura e contro il destino rendendosi protagonista in tutte le attività di primo soccorso e riuscendo a sottrarre dalle macerie una coppia di anziani, caricando sulle sue spalle persino la bombola di ossigeno che teneva in vita la donna. Un gesto che gli è valso anche il conferimento da parte del Presidente della Repubblica di una Medaglia di bronzo al valor civile. Durante il suo intervento, però, Pallotta ha voluto sottolineare la normalità del suo gesto, spiegando che chiunque in quei momenti avrebbe fatto esattamente ciò che “la sua coscienza e la sua incoscienza” lo hanno spinto a fare.

 

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