Conferenza nazionale sull'infanzia: "Stufi di libri bianchi"

"Sarebbe un buon annuncio" quello della ricostituzione dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, senza il quale non è possibile mettere mano al Piano d'azione. La Conferenza nazionale, che si apre domani, 27 marzo, a Bari, riparte dalla consultazione di un'ampia platea di associazioni ed esperti e da un programma attento ai tempi più sensibiliL'Osservatorio e il Piano, tuttavia, mancano da tempo. In occasione della Conferenza nazionale del 2009 di Napoli, durante la quale è stato elaborato un primo documento sottoscritto in occasione da 200 operatori e oltre 50 organizzazioni, è nata la rete  "Batti il cinque!", promossa da Save the Children Italia, Agesci, Arciragazzi, Cgil, Cnca, Consiglio nazionale ordine Assistenti sociali e Unicef Italia. L'ultimo Piano dell'infanzia è, dunque, del 2011 e l'Osservatorio è fermo dal 2012. "E' vero, l'ultimo atto dell'Osservatorio è stato il rapporto di monitoraggio del terzo Piano nazionale per l'infanzia - ricorda Liviana Marelli della rete - Senza Osservatorio, niente Piano. Tuttavia sappiamo che su questo fronte qualcosa si sta muovendo; lo sappiano dalle richieste di nomine che sono arrivate, già alcuni mesi fa, ad alcune associazioni. Noi chiediamo anche che il piano per l'infanzia abbia risorse adeguate, perché senza destinazione di risorse rimane un'enunciazione di principi. Chiediamo che sia praticabile e sostenibile. Una delle critiche, che va oltre il documento, è la riduzione continua di risorse. Il Fondo previsto dalla 285, che è già destinato alle sole città riservatarie, è diminuito; in finanziaria non ci sono risorse per la prima infanzia; il fondo per le politiche sociali è stato tagliato; dei 40 milioni destinati per il 2014 ai minori stranieri non accompagnati, 30 milioni provengono dai fondi di solidarietà dei comuni che hanno deciso di investire. Una perenne e costante diminuzione di risorse legata al fatto che non ci sono i livelli essenziali, senza i quali al peggio non c'è limite. Manca un'asticella per cui possiamo dire: da qui basta. Cosa ci aspettiamo da questa conferenza?  Che non sia un atto dovuto - prosegue la Marelli - uno sfoggio di parole o una vetrina vuota, ma un ripartire. Che si rimettano di nuovo al centro le politiche per l'infanzia. Che si smetta di insistere sulla storia che non ci sono i fondi perché gli esperti ci dicono che investire sull'infanzia e sulla famiglia vuol dire risparmiare. E ci aspettiamo da questo governo un'inversione di marcia, che riparta l'Osservatorio, politiche sensate e che si esca da questo sistema di disomogeneità: in Italia abbiamo 20 welfare ma non un welfare nazionale. A Bari sono attese circa mille persone e dunque ci aspettiamo che sia un laboratorio di senso e politiche attive da cui escano decisioni. Infine, che in qualche modo si ragioni sul fatto che la sussidiarietà non vuol dire delega, ma richiama alla corresponsabilità. Siamo stufi di libri bianchi, chiunque sia l'autore".

 

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