No-profit, Moro: “Ma perché il Tennis Club Parioli non paga l’Imu?”

“L’organizzazione di una gita turistica non ha lo stesso valore della gestione di una mensa per poveri”. Ecco perché è necessario "riordinare il Terzo settore”, all’interno del quale “si fanno tante cose ma si discute pochissimo” e c’è il rischio che “un circolo tennis abbia gli stessi sgravi fiscali di un’associazione che assiste i malati terminali. Le associazioni vengono prese in esame non per quello che fanno, ma soltanto per le forme giuridiche”. E’ l’accusa mossa dal sociologo Giovanni Moro - figlio di Aldo Moro - presidente della Fondaca (Fondazione per la cittadinanza attiva), durante la presentazione del suo ultimo libro “Contro il non profit” (Laterza) che si è tenuta ieri alla sede del Centro servizi volontariato toscano (Cesvot di Firenze). “Senza controlli sulle attività realmente svolte dalle onlus – ha detto Moro – succede che nel mondo del terzo settore finiscano anche gli enti previdenziali dei dentisti, dei medici, le università private e le fondazioni bancarie: un magma informe dove convivono realtà completamente diverse. Se non distinguiamo le associazioni all’interno di questo magma – ha detto lo scrittore e docente universitario - rischiamo di dare benefici a chi non ne ha diritto e invece negarli a chi fa attività della massima attività sociale”. A finire sotto accusa nel corso del dibattito, a titolo esemplificativo, è stato il Tennis club Parioli di Roma: “Quel circolo non paga l’Imu in quanto riconosciuto come ente del terzo settore – ha spiegato Moro - eppure non ha una grande connessione con i temi sociali di interesse generale come tante altre onlus. Addirittura quando proviamo a varcare l’ingresso del circolo, rischiamo di essere cacciati perché non siamo soci”. ha aggiunto con una punta d’ironia Moro. All’incontro, moderato da Riccardo Bonacina, direttore della rivista sociale "Vita", hanno partecipato anche Federico Gelli, presidente del Cesvot e deputato del Pd, e Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana. “E’ necessario uno sforzo politico – ha detto la Saccardi – per riuscire a distinguere il profit dal no-profit, compito non sempre semplice visto che all’interno del Terzo settore si muovono tantissime realtà, alcune delle quali molto lontane dai principi del volontariato”. Gelli, anche deputato Pd, ha ribadito l’impegno parlamentare per superare questa ambiguità nel terzo settore: “Dobbiamo costruire le basi per il futuro attraverso interventi legislativi che possano tutelare e valorizzare chi si occupa veramente di volontariato”.

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