Rapporto Caritas, la crisi non ferma imprenditoria straniera: +12% a Roma

Nonostante il netto peggioramento della situazione occupazionale nel Lazio, a Roma il tasso di disoccupazione tra gli immigrati risulta, seppure di poco, più contenuto, sia rispetto agli italiani che agli stranieri residenti nel resto d’Italia. Tiene anche l’imprenditoria immigrata, che cresce del 12%.

A sottolinearlo è il decimo rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni, realizzato dal centro studi Idos con la collaborazione di Caritas di Roma, Roma capitale, Provincia di Roma e Regione Lazio. Secondo lo studio il bilancio del 2012 tra assunzioni e cessazioni dei rapporti è stato negativo (-8.493) ma rimane elevato il numero degli occupati stranieri: 175.757 a Roma (erano 162.036 nel 2011) e 244.867 in provincia (erano 232.576 nel 2011) con un’incidenza di circa un sesto sugli occupati complessivi. Il 53% è inserito nelle professioni meno qualificate, “con precarietà dei rapporti e sottoutilizzo delle competenze” spiegano i ricercatori. Ad aumentare tra i lavoratori sono soprattutto le donne, che nella provincia rappresentano il 50,8% dei lavoratori stranieri e nella Capitale il 52,6 a fronte del 44,4% in Italia. Anche il tasso di occupazione (15-64) degli stranieri resta superiore a quello degli italiani: 69,6% nella provincia e 73,4% nella città di Roma.
Nel 2012, la componente straniera subisce, però, un ridimensionamento consistente nell’industria e nelle costruzioni e un parziale ricollocamento nel commercio e nei servizi alla persona e alle imprese. Quanto ai settori, più dei tre quarti degli immigrati lavorano nel terziario (80,6%), 18,5 punti percentuali in più della media nazionale (62,1%), per lo più nelle attività del basso terziario che caratterizzano la Capitale, dove la quota dei servizi sale all’86,8%. È invece più contenuto l’inserimento in agricoltura (2,4% a fronte di una media nazionale del 4,9%) e nell’industria (17%). Continua a essere elevato, invece, il numero degli infortuni sul lavoro per gli stranieri:: 4.050 a Roma, 305 a Latina, 268 a Frosinone, 219 a Viterbo e 115 a Rieti.
“Anche la tenuta imprenditoriale degli immigrati ha dato buona prova di sé” si legge ancora nel rapporto. In provincia di Roma, le imprese con titolare italiano sono diminuite di 657 unità, diventando 142.480, mentre le imprese con titolare immigrato sono cresciute del 12,6%, diventando 34.084. Di esse, sette su 10 operano a Roma e una su cinque ha una donna come titolare (6.624). Il maggior protagonismo spetta agli asiatici (un terzo dei titolari), seguiti dagli europei comunitari e dagli africani (un quarto ciascuno). La prima collettività per numero di imprese è quella bangladese, che supera quella rumena (7.443 titolari rispetto a 6.294). I 34.084 titolari d’impresa nati all’estero operanti in provincia di Roma, si concentrano per il 73,7% nella Capitale, ma la creazione di nuove imprese nel 2012 ha riguardato, oltre Roma (3.089 nuovi titolari stranieri), anche altri comuni (72 nuovi titolari stranieri ad Anzio, 52 a Ladispoli, 31 a Guidonia Montecelio, 29 a Velletri, 22 a Marino). Un andamento in controtendenza rispetto a quanto rilevato tra gli imprenditori italiani. I primi tre comparti di attività, con un’incidenza complessiva del 60,7% sul totale, sono il commercio al dettaglio, le costruzioni e le attività di supporto per le funzioni di ufficio (call center, servizi di fotocopiatura, organizzazione di convegni e fiere, attività pubblicitarie e di imballaggio). Crescono anche le imprese con una donna straniera come titolare, passate da 6.213 a 6.622 (+6,6%). “La presenza degli immigrati viene percepita sempre più nella sua valenza finanziaria, come attestato nella provincia di Roma dagli oltre tremila sportelli bancari (di cui 1500 nel capoluogo) e dai 4500 agenti di money transfer che ad essi si rivolgono – continua il rapporto - da Roma e dalle altre province laziali gli immigrati hanno inviato nei paesi di origine (in prevalenza Asia) oltre due miliardi di euro nel 2012”. Infine lo studio invita a non trascurare le funzioni positive svolte dalle associazioni degli immigrati, “nonostante gli ostacoli che incontrano nella burocrazia e la crescente mancanza di risorse: si tratta di 367 associazioni nell’intera regione (di cui 327 nella Provincia di Roma), ma non è escluso che il numero sia sottostimato”.

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