Garavini su Reddito d'inclusione: "In Italia sussidio povertà come tutta Ue"

“L’Italia diventa più giusta, più moderna e più europea. Grazie alla volontà politica del nostro Governo (Matteo Renzi prima e Paolo Gentiloni oggi) termina un triste primato: quello di essere l'unico Paese europeo, insieme alla Grecia, a non prevedere un sussidio contro la povertà per i propri cittadini indigenti. D’ora in avanti, infatti, esisterà il Reddito d'inclusione sociale: un vero e proprio sussidio per persone che si trovano in difficoltà economica, indipendentemente dall'essere parte di una categoria specifica. Ogni cittadino, indipendentemente dall'essere anziano o disabile, potrà usufruire del Reddito di inclusione in caso di povertà. Per questo si parla di misura universale, perché vale per tutti, alla luce di determinate condizioni  di indigenza”. E' il commento della "tedesca" Laura Garavini (nella foto sotto), deputata del Partito Democratico eletta nella circoscrizione Europa, che aggiunge: “L’Italia, grazie all’azione riformatrice del Pd, sta facendo passi da gigante in materia di contrasto alla povertà, riguadagnando anni di letargo normativo. La legge, che si presume interesserà circa un milione e 800mila cittadini, costituisce uno storico tassello di questo percorso, fatto di nuovi diritti e tutele”.

Il Reddito d'inclusione (Rei), come le attuali Sia (sostegno di inclusione attiva) o Asdi (assegno sociale di disoccupazione), è un nuovo sussidio legato alla situazione reddituale familiare, certificata attraversi l'Isee, che non dovrà superare i tremila euro l'anno e altri parametri che saranno noti con i decreti attuativi. Certamente famiglie con figli minori, disabili, donne in gravidanza o disoccupati con più di 55 anni. L'assegno sarà da un minimo di 80 a un massimo di 480 euro al mese per un anno. 

Il Reddito d'inclusione è stato finanziato attraverso il Fondo per la lotta alla povertà, che ha una dotazione di poco più di un miliardo di euro sia nel 2017 sia nel 2018 e dovrebbe riguardare circa 400mila famiglie, pari a un milione e 770mila persone. Si tratta di un primo passo per sanare l'emergenza sociale che, secondo i dati Istat, vede in Italia la presenza di quattro milioni e 600mila cittadini in prossimità della soglia di povertà assoluta.

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