Eurispes, italiani contrari a indulti e amnistie. Sì a prostituzione regolarizzata

Abolire la Bossi-Fini, ma niente indulto o amnistia, bene legalizzare la prostituzione, ma non le droghe leggere, via le province, ma non si tocchino le regioni, e sì alla responsabilità civile dei magistrati: gli italiani fotografati dal "Rapporto Italia 2014" dell'Eurispes hanno le idee chiare su molti dei temi più dibattuti a livello politico. L`abolizione della legge Bossi-Fini e la conseguente riformulazione di una legge sull`immigrazione insieme alla revisione della legge elettorale rappresentano delle emergenze non più rinviabili per l`opinione pubblica (71,9% e 83,4%).

Se una nuova legge sull`immigrazione trova un accordo diffuso tra i cittadini, si rileva invece un alto numero di contrari a proposte di interventi di riforma in tema di amnistia (77,3% contro il 20,7% dei favorevoli) e indulto (71,8% contro il 26,1% dei favorevoli). La legalizzazione dell'attività di prostituzione accoglie il consenso del 54,5% dei cittadini, mentre i contrari sono il 43,8%. In maniera simile ma inversa, riguardo alla possibilità di introdurre una norma che legalizzi le droghe leggere i favorevoli non superano la metà degli intervistati (40,3%) mentre i contrari rappresentano la maggioranza (58,1%).
L`indagine realizzata dell`Eurispes ha rilevato quest`anno un orientamento degli italiani ancora più netto per quanto riguarda l`abolizione delle Province: se i favorevoli erano nel 2011 il 46,6%, a tre anni di distanza si evidenzia un aumento significativo di quanti, oggi a larga maggioranza, approvano la riforma (61,5%). A differenza del giudizio registrato per le Province, la maggioranza dei cittadini (59,3%) ha manifestato la propria contrarietà a eliminare le Regioni, il 27,8% si è detto favorevole, mentre il 12,9% non si esprime al riguardo. Per quanto riguarda la fiducia nei magistrati, la maggioranza dei cittadini ammette l`esistenza di un condizionamento delle idee politiche dei magistrati nel loro operato: il 41,6% lo riconosce per l`intera categoria, mentre il 33,6% soltanto per alcuni magistrati. Solo il 20,2% ritiene che i magistrati non siano influenzati politicamente. E la larga parte dei cittadini ritiene necessario introdurre nel nostro ordinamento una legge sulla responsabilità civile dei magistrati. La pensa in questo modo il 65,2% a fronte del solo 18,3% che si dichiara contrario.

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