Imu, l'Arci si attiva in Parlamento per esenzione alle no-profit

I tentativi ci sono, ma il successo non appare facile. Continua la pressione delle associazioni e delle organizzazioni del terzo settore per la modifica della normativa che assoggetta al pagamento dell'Imu anche i locali in cui vengono organizzate attività non commerciali, causando grandi problemi di bilancio a un gran numero di soggetti non profit. L'ultima iniziativa si è tenuta ieri pomeriggio a Firenze, con l'incontro del locale circolo dell'Arci con alcuni parlamentari del centrosinistra.

 

 A discutere della richiesta di esenzioni per gli spazi dei circoli in cui si svolgono attività socio-culturali erano presenti per il Partito Democratico i deputati Filippo Fossati e Paolo Beni e la senatrice Rosa Maria Di Giorgi, e per Sel la deputata Marisa Nicchi e la senatrice Alessia Petraglia. I parlamentari - fa sapere una nota dell'associazione - hanno ribadito il loro impegno a sostenere la legittimità e la fondatezza delle ragioni con cui l'associazionismo dell'Arci chiede che siano previste esenzioni dal pagamento dell'Imu sui locali in cui vengono organizzate attività non commerciali, ma allo stesso tempo hanno ammesso che una soluzione positiva della vicenda non appare facile. "Allo stato attuale – spiega Francesca Chiavacci, presidente di Arci Firenze – registriamo che un emendamento al Decreto Imu, presentato dalla Petraglia, è stato dichiarato inammissibile in Commissione per mancanza di copertura, mentre attendiamo cosa accadrà alla Camera dove analogo emendamento è stato depositato da Beni. Auspichiamo – prosegue la Chiavacci – che alla Camera ci siano le condizioni per un ripensamento sull'approccio alla questione, ma nei prossimi giorni torneremo a farci sentire attraverso una nuova mobilitazione e iniziative di protesta simboliche".

"Teniamo a sottolineare – precisa la presidente di Arci Firenze – che la rivendicazione delle nostre strutture associative non rappresenta un'opposizione al pagamento di tasse e imposte che, comunque, abbiamo sempre pagato sulle attività di carattere commerciale, bensì la richiesta di un giusto riconoscimento della natura socio-culturale della iniziative dei nostri Circoli, che sono associazioni senza fini di lucro e rappresentano sul territorio spazi di coesione sociale e solidarietà”. Ragion per cui l'Arci di Firenze "fa ancora una volta un appello alle forze politiche e alle istituzioni locali affinché sostengano le ragioni di esperienze che costituiscono un patrimonio e una ricchezza per i nostri territori".

 Nella foto, la sede dell'Associazione onlus "Domenico Allegrino" di Pescara.

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