Barriere architettoniche e studi medici: D'Incecco interroga Lorenzin

Vittoria D'Incecco, deputata abruzzese del Pd, componente della Commissione Affari sociali e medico da famiglia a Pescara, ha presentato un'interrogazione al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per fare chiarezza sul rispetto delle normative sulle barriere architettoniche da parte degli studi medici. La D'Incecco (foto) fa riferimento a quanto fatto da Gianni Chiodi, presidente di centro-destra uscente della sua Regione Abruzzo, che andrà al voto il prossimo 25 maggio: "Il provvedimento del governatore Chiodi - sottolinea la parlamentare - riporta l'attenzione su un argomento importante che riguarda l'accesso dei disabili agli studi medici. La questione quindi non è di poco conto, perché andare dal proprio medico per una visita è un diritto fondamentale di ogni individuo. Chiodi - prosegue la deputata - sostiene che gli studi medici non siano tenuti a rispettare le norme sull’accessibilità in quanto sono considerati strutture private, non aperte al pubblico. Questa indicazione è, però, in contrasto con un recente pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, secondo il quale gli studi medici di medicina generale, poiché destinati allo svolgimento di un servizio pubblico, vanno considerati locali aperti al pubblico e sottoposti all'obbligo di eliminazione delle barriere architettoniche. A questo si aggiunge la cosiddetta normativa antidiscriminatoria, cioè la legge 67/2006, che tutela le persone con disabilità. C' è, dunque, confusione e disorientamento rispetto a questa materia. E' fondamentale garantire il diritto alla salute a tutti, quindi c'è necessità di un'indicazione precisa e risolutiva sul significato della legge da seguire. Mi auguro - conclude la D'Incecco - che il Ministro intervenga immediatamente e faccia luce sugli strumenti normativi a disposizione".

 

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