Fecondazione eterologa, cade il divieto. Consulta: legge 40 incostituzionale

Un'ora e venti minuti di udienza pubblica della Consulta, chiamata a decidere sulla legittimità della legge 40 del 2004 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi d'infertilità assoluta, ha decretato l'incostituzionalità della norma sulla procreazione medicalmente assistita. "Sull'eterologa è necessaria una condivisione sul Parlamento - commenta il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - Sono questioni che non si può pensare di regolare con un atto di tipo amministrativo, ma necessitano una condivisione più ampia, di tipo parlamentare. Alla luce delle motivazioni della Consulta, al più presto comunicheremo la 'road map' per l'attuazione della sentenza. Ci sono alcuni aspetti estremamente delicati che non coinvolgono solamente la procedura medica, ma anche problematiche più ampie, come, per esempio, l'anonimato o meno di chi cede i propri gameti alla coppia e il diritto di chi nasce da queste procedure a conoscere le proprie origini e la rete parentale come fratelli e sorelle". Con questa sentenza, sia i centri pubblici sia quelli privati dovranno eseguire tecniche di fecondazione con donazione di ovociti e spermatozoi esterni alla coppia. Come prima del 2004, anno di emanazione della legge 40, sarà lecita l'ovodonazione, mentre qualsiasi uomo fertile potrà donare il proprio seme.

"La decisione presa oggi dalla Corte costituzionale finalmente porrà fine al triste fenomeno delle coppie che sono costrette ad andare all'estero per avere un figlio” commenta Andrea Borini, presidente dell'Osservatorio turismo procreativo e della Società italiana fertilità e sterilità (Sifes). Ora spetta alla politica prenderne atto. Sconcerto e preoccupazione per la decisione della Consulta sono stati espressi dalla Pontificia accademia della vita che teme per le conseguenze che potranno derivarne. La dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge in questione "suscita molto sconcerto e gravi perplessità, perché questo divieto determinava una serie di garanzie soprattutto per il nascituro, a tutela della chiara identità dei genitori, con le relative responsabilità. La possibilità che ci sia una terza figura, spesso maschile, quindi una distinzione tra paternità biologica e una affettiva e sociale nella stessa coppia crea dei problemi" ha affermato monsignor Renzo Pegoraro, cancelliere dell'Accademia. Di parere opposto Filomena Gallo e Gianni Baldini, rispettivamente segretario dell'Associazione "Luca Coscionie docente università di Firenze, i primi a sollevare il dubbio di legittimità costituzionale della legge. "La sentenza di oggi - commentano - che ha cancellato il divieto di eterologa, ha valore di legge e non è oppugnabile. Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa". Persino la Corte di Strasburgo nel 2012 aveva criticato la legge 40, condannandola per la violazione dei diritti dell'uomo. La battaglia contro la suddetta norma, però, non è ancora terminata, come annuncia Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Coscioni: “Il prossimo obiettivo è quello dell’abolizione del divieto di ricerca sugli embrioni”.

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