Violenza su donne e bambi, Asl Pescara sperimenta il progetto Pares

 

Le linee guida del Progetto Pares “La violenza può essere sconfitta insieme” sono state presentate oggi alla Asl di Pescara al termine del periodo di sperimentazione che ha visto protagonista il Pronto soccorso dell’ospedale di città in questa progetto pilota che quanto prima sarà esteso anche alle altre Asl abruzzesi.

Il Pares è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità e realizzato dalla onlus Focolare Maria Regina che il 28 marzo prossimo organizza a Scerne di Pineto (Teramo) un convegno sul Progetto con ospite Serena Dandini (foto) che insieme alla co-autrice Maura Misiti leggerà alcuni passaggi del libro “Ferite a morte”. Al dibattito, moderato da Mauro Tedeschini, direttore del quotidiano “Il Centro”, interverranno anche Giovanni Visci, dirigente medico a Pescara di pediatria e neuropsichiatria infantile, coordinatore del gruppo di lavoro del progetto, e Claudio D’Amario, direttore generale della Asl Pescara, che stamane hanno presentato il tutto a Pescara. Pares e è un percorso di accoglienza e sicurezza in equipe della struttura pubblica alle donne e bambini vittime delle violenze domestiche e sessuali, stalking compreso che a Pescara, come ha detto in conferenza Alberto Albano, primario del Pronto soccorso, già esiste da tempo ma che ora con Pares ha ottenuto la sua certificazione. Come è successo in altre regioni come la Toscana e il Lazio, anche Pescara ha, dunque, introdotto il suo “codice rosa”, che "non è un colore visibile nella sala d’attesa per non mettere in imbarazzo le pazienti ma solo al nostro interno” ha spiegato Mauro Della Guardia, dirigente medico del pronto soccorso che ha commentato i dati emersi dalla sperimentazione effettuata fra ottobre 2013 e febbraio 2014: Sono state 144 le prestazioni per violenza e maltrattamento (domestica, fisica, psicologica e sessuale, condivisa e no), fra cui 10 minori di cui uno di sette anni e nove nella fascia 11–18 anni. Le altre fasce: 66 casi fra i 19 e i 35 anni; 46 in fascia 36-50 anni e 33 di over 50. Inoltre, nell’ambito della refertazione condotta sulle madri sono stati osservati anche otto minori implicati nel maltrattamento condiviso o assistito. La violenza prevalente è quella domestica o familiare perpetrata dal partner attuale o convivente: 42 i casi (29,15%), che coinvolge anche i figli in otto casi rilevati (5,5%). Sono, invece stati 16 le violenze da ex partner (11,11%) dei casi. Le donne sono vittime di più tipi di violenza anche combinata, quella fisica è nel 57,63% dei casi, poi domestica (29,8%), maltrattamenti (17,36%), psicologica (16,6%), sessuale (2,08%). Condivisa da i figli minori è nel 5,5% delle volte. Le violenze sessuali refertate nel periodo di sperimentazione sono state tre di cui una su un bambino con meno di 10 anni. Le violenze che avvengono al di fuori della famiglia sono state 67 da conoscenti (46,52%) e 19 da sconosciuti (13,19%). Fuori della sperimentazione sono stati 29 i casi di lesioni personali perpetrate da donne. Le violenze economiche e sessuali all’interno della coppia sono meno facilmente riconosciute dalle donne e quindi vanno indagate in modo specifico. La donna tende a riconoscere direttamente solo la violenza fisica e in genere si presenta al Pronto soccorso solo quando ha sul corpo i segni visibili di una violenza fisica. Anche la violenza sessuale all’interno della coppia è difficilmente riconosciuta dalla donna. Non sono stati rilevati casi di stalking nel periodo esaminato. Della Guardia ha rivelato anche 11 casi di abbandono dei locali del triage prima della visita (7,6%). Dei 144 casi esaminati 33 sono donne straniere (22,91%), di cui un 57% dei paesi dell’Est Europa, 24% di etnia africana, 12% da altri paesi. “Il Progetto Pares di Pescara si è classificato al sesto posto in Italia” ha aggiunto Visci, coordinatore del gruppo di lavoro completato dalle psicologhe Concetta Cantera e Diomira Di Berardino, l’infermiera coordinatrice del pronto soccorso Giuliana D’Aulerio, l’assistente sociale Anna Maria Iezzi, i dirigenti medici Giuseppina Di Michele (pediatria), Gilda Di Paolo (ginecologia e ostetricia) e Ildo Polidoro (medicina legale). Con loro, l’ispettrice di Polizia Adriana Di Giannandrea (divisione anticrimine della Questura di Pescara) e la sociologa Roberta Pellegrino, che è redattrice del documento e consulente scientifico del Progetto. “Il pronto soccorso è il primo luogo a cui si rivolgono le vittime di violenza – ha spiegato la Pellegrino – prima ancora dei centri antiviolenza e dei posti di polizia. L’accoglienza e, quindi, fondamentale ma poi deve seguire un percorso in cui è sempre ben chiaro chi-fa-cosa. La denuncia penale è spesso l’inizio di una nuova tragedia”. D’Amario, ha sottolineato la specializzazione della sua Azienda a seguire i progetti innovativi internazionali. “C’è bisogno – ha aggiunto – di una capacità di ascolto anche a livello distrettuale, nei consultori ma bisogna avere la capacità di sapersi occupare anche dei maltrattanti oltre che dei maltrattati. In collaborazione con Prefettura e Procura della Repubblica, consapevoli delle conseguenti denunce e indagini penali, siamo preparati alla cristallizzazione scientifica delle prove medico-legali, anche a garanzia dei denunciati, che a volte possono essere vittime di calunnie”. 

Il problema della violenza su donne e minori è una questione ancora oggi sottovalutata dalle istituzioni sanitarie e dalla forze di polizia, nonostante i moniti dell’Organizzazione mondiale della sanità che lo descrive come un problema di salute pubblica mondiale. Dal punto di vista sanitario la risposta a tale problema impone un allargamento dei saperi tradizionali e un’estensione dell’ottica di valutazione medica. Il Progetto Pares recepisce, infatti, gli indirizzi dell’Oms e, quindi, il relativo Piano nazionale anti-violenza. La formazione specialistica degli operatori socio-sanitari nella prevenzione e protezione delle vittime di violenza è stata garantita dalla onlus Focolare Maria Regina, che gestisce il “Don Silvio De Annuntiis”, centro studi sull’infanzia e adolescenza, all’avanguardia nazionale nella formazione specifica. La brochure completa delle Linee guida è pubblicata qui.

 

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