Iniezione d'insulina addio: presto arriverà una semplice pillola

Una pillola di insulina potrebbe essere disponibile entro la fine del decennio. Sono in gara per raggiungere l’agognato traguardo – un prodotto del valore potenziale di svariati miliardi di dollari - due realtà molto diverse: una piccola società israeliana, Oramed, e il gigante danese Novo Nordisk, leader mondiale nella vendita dei prodotti a base di insulina, con un valore di mercato stimato in circa 74 miliardi dollari contro i "soli" 50 milioni della concorrente.

L’idea di poter somministrare l’insulina per bocca per liberare i pazienti affetti da diabete di tipo 1 dal disagio delle iniezioni quotidiane non è nuova: formulata per la prima volta intorno al 1930, a un certo punto era stata, però, abbandonata perché una proteina come l’insulina viene distrutta dagli enzimi digestivi prima di poter esercitare il suo effetto. Anche se lo scetticismo sulla possibilità di mettere a punto una formulazione orale dell’ormone resta alto, Novo e Oramed credono di aver trovato soluzioni che permetteranno a una quantità sufficiente di insulina di sopravvivere all'attacco dei succhi gastrici. 

"Abbiamo messo a punto le tecnologie necessarie e abbiamo visto da studi sull’animale e dai primi test sull’uomo che questo obiettivo potrebbe non essere così impossibile da raggiungere come decenni di ricerca avevano indicato in precedenza", ha dichiarato Peter Kurtzhals, capo della ricerca di Novo Nordisk sul diabete. Se tutto va bene, secondo il colosso danese la sua insulina orale potrebbe essere disponibile entro la fine di questo decennio o all'inizio del prossimo. Ma Oramed, per ora, è in vantaggio sui tempi. L’azienda israeliana, che ha sede a Gerusalemme, ha infatti dato il via all'arruolamento dei pazienti nella fase II, mentre Novo deve ancora iniziarla.

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