In aumento siti web pro anoressia e bulimia. Pronto Dl con carcere e multe

Secondo un recente studio dell'Agenzia argentina per la qualità Internet (Iqua) e l'Associazione contro la bulimia e anoressia (Acab), internet è diventato un ambiente favorevole per la crescita di contenuti apologeti dello spazio di promozione della bulimia e anoressia. Secondo i risultati, questi siti sono aumentati del 470%, così come sono saliti del 450% i relativi gruppi di Facebook. Il rapporto afferma che la difficoltà principale nella lotta contro la proliferazione di questi contenuti sono politiche per regolarne i contenuti e il "piccolo impegno da parte i fornitori di servizi". Il direttore dell' Iqua, Alex Fernandez ha dichiarato:"Oggi, in un motore di ricerca internet come Google, riporta circa 500mila pagine pro anoressia e pro bulimia e compaiono in meno di un secondo, e il 75% delle persone che consultano questi contenuti web sono minorenni".  L'esperto ha anche sottolineato che questi siti hanno "più di tre milioni di voci" e per questo sono necessarie misure urgenti per frenare queste informazioni dannose per la salute tra cui la chiusura immediata di questi contenuti delle principali piattaforme che ospitano questi siti e social network che sono coinvolti. A sua volta, negli ultimi anni, questo fenomeno preoccupa non poco medici, psicologi e le autorità. Per Giovanni D'Agata, fondatore dello “Sportello dei diritti”, il problema dell'anoressia "appare sempre più drammatico, in una società che propone modelli e immagini pubblicitarie che inneggiano ad un concetto di forma fisica spesso distorto, che induce milioni di ragazzi e ragazze a dichiarare guerra al cibo. Viene molto spesso ricondotto dagli esperti a una causa unica individuabile determinata dagli stilisti e le loro modelle, indicati molte volte come i principali responsabili di un problema che, magari, ha forse anche altre origini, ben più complesse e gravi. Purtroppo la facilità d'uso, velocità di accesso che forniscono questi servizi di internet per il consumatore ha permesso a questi siti di sviluppare e attrarre un pubblico maggiore. Per arginare questo fenomeno è necessario un codice etico in Italia che regolamenta la materia in cui vengono imposte alcune regole nel settore che spazzino via definitivamente questi siti di navigazione, chat room, o anche riviste". La deputata del Pd Michela Marzano - che lo scorso 12 luglio è intervenuta in un convegno sul tema a Pescara - ha presentato un disegno di legge che introduce il reato penale di "istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia, la bulimia", che prevede il carcere e multe fino a 100mila euro. Il testo è bipartisan, firmato pure da esponenti di centro-destra come le deputate di Fi Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini e la campionessa di scherma Valentina Vezzali (Scelta civica).

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