Venezuela, neo presidente di Panama Cortizo si propone alla Cnn come mediatore

Il nuovo presidente di Panama, Laurentino Cortizo, ha proposto una mediazione dal suo Paese per aiutare il governo e l'opposizione venezuelana a raggiungere una soluzione "negoziata e democratica" all'attuale crisi. Cortizo, del Partito rivoluzionario democratico (aderente all'Internazionale socialista) che ha assunto l'incarico il 1 luglio, ha fatto la sua offerta in un'intervista trasmessa ieri dalla Cnn in spagnolo (nella foto d'apertura), durante la quale ha respinto l'idea di un possibile intervento militare straniero in Venezuela. Panama fa parte del "Gruppo di Lima" e aveva interrotto i rapporti con Caracas.

"Non credo che la soluzione in Venezuela sia una soluzione armata - ha detto il presidente panamense - Ora è il momento giusto per raggiungere una soluzione globale, negoziata e democratica", ha affermato. La proposta di Cortizo arriva quando i colloqui tra rappresentanti del governo e dell'opposizione sono ripresi sull'isola di Barbados. Si tratta del terzo ciclo di colloqui da maggio, dopo due primi incontri a Oslo (Norvegia) che non hanno prodotto risultati. Cortizo ha detto che Panama è pronto ad ospitare ulteriori negoziati sul suo territorio. Gli Stati Uniti, che vogliono l'uscita del presidente chavista Nicolas Maduro, sono stati i primi a riconoscere Juan Guaido, e hanno ripetutamente sollevato la possibilità di un intervento militare per costringere Maduro a lasciare il potere. Una possibile "azione militare" in Venezuela "causerebbe molte morti" e "durerebbe a lungo", ha avvertito Cortizo. 

Panama fu invasa nel 1989 dagli Stati Uniti con un'operazione militare (nome in codice "Giusta causa") e l'obiettivo di rovesciare il dittatore Manuel Noriega (nella foto a destra). L'intervento ha ucciso ufficialmente 500 persone, ma diverse fonti indicano un bilancio delle vittime di diverse migliaia. Per il Venezuela Cortizo ha chiesto una soluzione negoziata che includa "un governo provvisorio" e "una data per le elezioni democratiche". Secondo lui, queste elezioni potrebbero svolgersi rapidamente, "alla fine dell'anno o all'inizio del 2020".

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