Brasile, giudici avrebbero complottato contro Lula per impedire sua candidatura

I responsabili dell'inchiesta anticorruzione "Lava jato" avrebbero manovrato per impedire il ritorno al potere dell'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva: è quanto riporta il giornale statunitense "The Intercept"  del giornalista e avvocato Glenn Greenwald, (nella foto sotto a destra in tv alla Cnn come editorialista del britannico "The Guardian"). Greenwald, che si divide fra Usa e Brasile, ha avuto accesso ad un gran numero di messaggi via chat Telegram tra due magistrati entrambi di origine italiana: il capo dei procuratori Deltana Martinazzo Dallagnol (originariamente Dall'Agnol) e il giudice Sergio Moro (nella foto d'apertura è a sinistra di Lula), attuale ministro della Giustizia del governo di ultradestra di Jair Bolsonaro (anche lui di origine italiana).



"Dopo aver assicurato per molto tempo di essere apolitici e di essere mossi solo dalla lotta contro la corruzione, gli inquirenti di 'Lava lato' hanno di fatto complottato fra di loro sul modo di impedire il ritorno al potere di Lula e del Partito dei Lavoratori", scrive il giornale web inestigativo. Qualora ne venisse accertata l'autenticità, i messaggi - procurati da una "fonte anonima" - metterebbero in discussione l'imparzialità del giudice Moro e sarebbe fatale anche per Bolsonaro. Altre comunicazioni rivelerebbero come gli stessi inquirenti "avessero seri dubbi sulle prove contro Lula" (che ora che si pensava non potesse più nuocere polticamente avrebbe potuto lasciare il carcere di giorno) nello scandalo del'acquisto di un appartamento che gli è valso otto anni di carcere (ridotti ) per corruzione. La condanna ha di fatto impedito a Lula, favorito dai sondaggi, di presentarsi alle presidenziali dell'ottobre scorso; l'ex capo di Stato ha sempre protestato la propria innocenza e si è detto vittima di una macchinazione politica ai suoi danni. Il candidato del Pt alle presidenziali, Fernando Haddad, (che, contrariamente a Lula, non era favorito nei sondaggi contro Bolsonaro) ha chiesto un'indagine approfondita su quello che a suo dire potrebbe diventare "il più grande scandalo istituzionale della storia della Repubblica". Dubbi sull'inchiesta Lula erano stati espressi anche dal deputato del Partito Democratico Fabio Porta, eletto in Sudamerica eresidente in Brasile.

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