Venezuela, Pompeo (Usa): Dannatamente difficile unire l'opposizione (2)

Unire l'opposizione venezuelana contro il governo del presidente Nicolas Maduro "si è rivelato dannatamente difficile": è quanto ha dichiarato il segretario di Stato degli Usa Mike Pompeo (italo-americano, nella foto d'apertura è a sinistra con Maduro) in un incontro a porte chiuse tenuto la scorsa settimana a New York (Stati Uniti), spiegando come proprio tali divisioni abbiano fatto fallire, il 30 aprile scorso, la sollevazione contro Maduro incitata dal presidente ad hinterim del Venezuela Juan Guaidò.
"Nel momento in cui Maduro uscirà di scena - ha aggiuto Pompeo nel corso dell'incontro, di cui il quotidiano "The Washington Post" ha ottenuto l'audio - tutti alzeranno la mano e diranno: 'Prendi me, sono io il prossimo presidente del Venezuela'. Sono oltre 40 le persone che credono di essere l'erede legittimo di Maduro".

Pompeo ha quindi spiegato come tali divisioni siano "al centro di quello che il presidente Donald Trump sta cercando di fare dal primo giorno in cui sono diventato direttore della Cia", a inizio del 2017, ossia "sostenere diverse istituzioni religiose per unire l'opposizione". 

Affermazioni sorprendenti quelle di Pompeo: l'opposizione venezuelana al regime chavista di Maduro - che nel parlamento ora guidato da Guaidò occupa due terzi dell'Assemblea - è unita e riunita nella "Mesa de unidad democratica" (Mud). Ai tempi del defunto presidente Hugo Chavez non era così è il fondatore del chavismo ne approfittava per regnare senza difficoltà, anche perché godeva di un consenso popolare che Maduro non ha mai avuto ma che l'opposizione divisa non riconosceva quasi mai. Basti pensare che alle penultime elezioni parlamentari tutti i partiti non si presentarono, lasciando l'Assemblea nelle mani complete del Psuv.

La Mud, ovviamente, va dai partiti di destra a quelli della sinistra che sta a destra del Psuv di Maduro (a cominciare da "Voluntad popular" di Guaidò). Quindi, è unita nell'opposizione ai chavisti ma è ovviamente variegata dal punto di vista ideologico.
Tornando a Pompeo, il "ministro degli esteri" Usa ha concluso affermando che "Maduro è circondato perlopiù da cubani. Non si fida per niente dei venezuelani. E non lo biasimo. Stavano tutti complottando contro di lui. Purtroppo, stavano tutti complottando per se stessi".

Nella foto a destra, alcuni leader storici dell'opposizione venezuelana, ora concentrata su Guaidò: in senso orario, Henrique Capriles, candidato presidente moderato sconfitto prima da Chavez (di misura nel 2012, riconosciuta, poi da Maduro, un testa a testa non riconosciuto nel 2013, dopo la morte di Chavez); Julio Borges, presidente del parlamento prima di Guaidò, moderato; Henry Ramos Allup, presidente dell'assemblea prima di Borges, socialdemocratico; Manuel Rosales, leader di uno dei partiti socialdemocratici aderenti all'Internazionale socialista; Leopoldo Lopez Mendoza leader di Voluntad Popular con Guaidò, rifugiato nell'Ambasciata spagnola a Caracas; Henry Falcon, candidato ex chavista sconfitto alle ultime elezioni da Maduro, non riconosciute né da lui né dal mondo occidentale.

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