Venezuela, ambasciatore a Madrid attacca Lopez rifugiatosi in Ambasciata spagnola

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L'ambasciatore "chavista" del Venezuela in Spagna, Mario Isea, ha criticato il fatto che il leader dell'opposizione Leopoldo Lopez utilizzi l'Ambasciata di Spagna a Caracas come base operativa per "fomentare un colpo di stato". Nei confronti di Lopez - che era agli arresti domiciliari ed è stato "liberato" da alcuni militari per l'"Operazione libertad" che si è rivelata un flop - è stato ovviamente spiccato un mandato di cattura e il leader di Voluntad Popular (stesso partito di Juan Guaidò) si è rifugiato nell'ambasciata spagnola insieme alla famiglia. La moglie Lilian Tintori (nella foto a destra, dietro il marito con la bandiera, davanti all'Ambasciata) è figlia di Franco Tintori, un emigrato modenese in Argentina, scappato in Venezuela durante la dittatura militare.

"Non è appropriato che le condizioni siano stabilite da lui, se è un ospite del governo spagnolo", ha sottolineato Isea (che a inizio 2018 fu cacciato dall'ex premier Mariano Rajoy), affermando che Lopez s'intrattiene con i media dalla sede diplomatica. "È insolito che utilizzi la residenza dell'ambasciatore come base operativa per incoraggiare una rivolta militare, dopo che il suo tentativo del 30 aprile è fallito", ha detto, parlando all'emittente radiofonica Rne. Isea, rappresentante del regime chavista a Madrid, si ritrova da alcuni giorni a condividere la rappresentanza diplomatica parallela di Antonio Ecarrì (nella foto d'apertura è in quella a sinistra, a fianco di Isea), nominato da Guaidò in Spagna, Paese che lo riconosce come presidente ad hinterim. Lopez è figlio di Leopoldo Lopez Gil che s'è rifugiato in Spagna dove ha ottenuto la cittadinanza dall'ex premier Rajoy. Il Partito popolare spagnolo ha candidato Lopez Gil (nella foto a destra con la moglie Antonieta Mendoza) alle prossime elezioni europee del 26 maggio.

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