Venezuela: Friedman, 'posizione Italia assurda' perché M5s di sinistra

Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo dell`Istituto "Milton Friedman", interviene sul caso Venezuela. La posizione dell'Italia sulla situazione nel Paese sudamericano dove vivono anche molti connazionali è "assurda" e "in linea con le dittature". Il nostro Paese secondo il Friedman (intitolato al Premio Nobel per l'Economia del 1976, neoliberista)ha una "posizione ancora equidistante tra dittatura e democrazia, in linea con quella delle ultime dittature comuniste e islamiche rimaste al mondo, è sempre più assurda. Come ha detto il ministro Enzo Moavero Milanesi è senza dubbio vero che la nostra Carta costituzionale ripudia la guerra, ma è altresì vero che, testualmente, la ripudia come strumento di offesa degli altri popoli. Nel caso del Venezuela, è il popolo a essere offeso e sofferente da anni di tirannia chavista e sta cercando libertà e democrazia. Come è altresì vero che l'Italia, nella sua storia repubblicana, ha partecipato a decine di guerre, cosiddette, di liberazione. Sarebbe, forse, il caso che il nostro Governo uscisse dall`ipocrisia e riconoscesse Juan Guaidó, sostenendo le decisioni che intende assumere l`Assemblea nazionale, unico organo legittimo eletto dai venezuelani, che ha eletto Guaidó presidente ad interim. Se il Parlamento legittimo del Venezuela e il Presidente ad interim chiedessero il supporto miliare di forza straniere, sarebbe doveroso che gli venisse dato anche dall`Italia, considerando la presa di Italiani all'interno del Paese - sostiene l'Istituto che promuove il neoliberismo diretto dall'ex forzista Bertoldi (nella foto d'apertura è con Silvio Berlusconi) - Temo che se il Governo non cambierà presto posizione sulla vicenda, questa resterà una macchia indelebile sulla sua storia. Noi continuiamo, insieme a molti altri Italiani, a dare il nostro contributo per un Venezuela libero e democratico".

L'ambiguità del Governo italiano sulla crisi venezuelana dipende dal fatto che l'esecutivo "giallo-verde" è formato da due forze politiche: il Movimento Cinque stelle, da sempre simpatizzante del chavismo (anche se ultimamente con sempre più imbarazzo), e Lega Nord, partito di destra estrema. Anche se si definiscono equidistanti da destra e sinistra in realtà i pentastellati, soprattutto dopo la recente scrematura di consenso a favore della Lega, sono una formazione tutta di sinistra. Sia per le simpatie che da sempre dimostrano per alcuni governi socialisti sudamericani (oltre al Venezuela dai tempi di Hugo Chavez anche l'Ecuador di Rafael Correa) sia per il loro programma elettorale (Reddito di cittadinanza, ambientalisti, "No-tav" come la sinistra radicale, pro-immigrati anche se ora appiattiti sulle posizioni della Lega). Siccome il M5s è il primo partito del governo e del parlamento, che esprime la presidenza del Consiglio (Giuseppe Conte), nonostante Matteo Salvini (nella foto a fianco è a destra con Luigi Di Maio) sia pro Guaidò e contro Nicolas Maduro, il presidente ad hinterim (che peraltro è socialista pure lui) non viene riconosciuto dall'Italia, come invece hanno fatto in Ue Francia, Germania, Regno Unito e persino la socialista Spagna.

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