Allegrino apre Comitato per una "RegionUova". Reddito formativo a disoccupati

Come il reddito di cittadinanza possa essere un investimento e non un costo. Creare concrete possibilità di lavoro per i giovani e i meno giovani che l’hanno perso (quelli del “chi mi si piglia?”): per esempio puntando sulle industrie del turismo e dell’ambiente. Un’ideale integrazione degli immigrati, che "sono persone che ci vivono accanto, non sono ‘stranieri’” e sono indispensabili per la nostra economia e le nostre famiglie". Sono questi i punti fondamentali del programma elettorale del nostro editore Antonella Allegrino, candidata indipendente del Partito democratico al Consiglio regionale d’Abruzzo. Li ha sintetizzati nel suo intervento introduttivo e conclusivo – sottolineando di essere una “politica di passione e non di professione” - ma li ha fatti approfondire dai sei testimonial del suo programma e della sua candidatura: l’economista Fabrizio Catullo, l’imprenditore “sostenibile” Claudio Colaizzo, Tino Di Cicco di Federconsumatori, l’ex deputato Amedeo D'Addario, Patrick Guobadia della Cgil Immigrazione ed Edvige Ricci di Mila Donnambiente. I numerosi ospiti dell’apertura del Comitato elettorale della Allegrino, sono stati accolti dal messaggio “Io amo l’Abruzzo. Io voto” anche in tutte le lingue dei migranti, sia i nuovi cittadini sia i concittadini di ritorno dall’estero, fra cui tanti giovani. Molti non possono votare perché ancora non cittadini italiani. Altri voteranno altri candidati e partiti diversi “ma quando si è eletti si rappresenta tutti, anche chi non ti ha votato o non ha potuto farlo”, ha detto la Allegrino che, in concomitanza con la vigilia pasquale, ha voluto donare agli ospiti le “RegionUova”, con cui “voglio manifestare un invito al cambiamento per la nostra regione – ha aggiunto - in quanto le uova sono il simbolo della vita e della rinascita. Un forte augurio che faccio alla nostra regione”. Il “passaggio di civiltà epocale”, la capacità di “interpretare il tempo che viviamo” e la “divaricazione fra generazioni” in cui “la nostra è stata surclassata da internet” che ha generato un diverso modo di comunicare o “l’incomunicabilità”, sono i concetti espressi da D’Addario che ha parlato di un Abruzzo che deve preservare il proprio patrimonio ambientale per esempio tenendo lontano chi vuol perforarlo per il petrolio ma anche avere la capacità politica di reperire i “cinque-sei miliardi che occorrono per risanare il fiume Pescara”.

Per D’Addario i nuovi amministratori regionali dovranno concepire l’Abruzzo “come un’unica città di 1,3 milioni di abitanti immersa nella natura”, dotata pure dell’industria dei cervelli che stanno nascosti “nell’istituto di astrofisica alla vecchia stazione di Pescara o dentro il laboratorio del Gran Sasso”. Si calcola che “ogni anno arrivano in Europa un miliardo di turisti – ha concluso l’ex parlamentare - se solo il 15% di questi viene in Italia e spende i propri 100 euro al giorno anche in Abruzzo”, possiamo fare due conti e capire quanto vale l’industria del turismo che nella nostra regione è ancora non attiva come dovrebbe. Le potenzialità del turismo sostenibile, la “mobilità dolce” e il “treno come vetrina del territorio" sono stati illustrati da Colaizzo, responsabile Transita Group impresa sociale e i problemi che l’Abruzzo ha ancora con i treni sono stati ricordati da Di Cicco della Federconsumatori: “Paghiamo l’alta velocità senza averla – ha rivelato il ferroviere in pensione – Nel 1970 si andava da Pescara a Roma in tre ore e tre minuti; oggi ce ne vogliono quattro”. Il turismo soffre se non ha una mobilità efficiente ha detto Di Cicco che ha pure ricordato che “l’Abruzzo e il Tibet sono i luoghi più ricchi di eremi nella terra”.

La Ricci (foto a destra) ha ricordato l’importanza per l’Abruzzo del fiume Pescara che deve essere risanato con urgenza anche perché ci vorrà molto tempo, molti soldi e soprattutto che alla Regione ci sia gente come la Allegrino “capace di ascoltare” ma soprattutto che in Provincia e con la sua Associazione “Articolo 3” ha dimostrato di saper lavorare per la salute del fiume fino al porto canale di Pescara, col progetto di lavorazione dei fanghi del dragaggio, trasformando il problema in risorsa economica e lavorativa. Progetto che, però, può trovare la sua approvazione solo in Regione e solo con l’elezione a consigliere della Allegrino. “L’acqua è la vita: avere l’acqua avvelenata è come avere il sangue avvelenato. Io vado in giro perché il mio corpo è fatto di acqua” non poteva essere più eloquente la Ricci per ribadire anche alla platea elettorale concetti che va ripetendo da tempo. 

 

 

Guodabia (foto a sinistra) ha ringraziato la Allegrino per il concreto suo impegno con la sua onlus a favore dell’aiuto sanitario e dell’integrazione degli immigrati “che ormai in Abruzzo sono 84mila, di cui la metà lavora, soprattutto come colf e badanti. L’immigrato non è un nemico perché oggi grazie a lui che comparti come l’agricoltura e la pesca vanno avanti”. Infine Catullo che ha spiegato come il reddito di cittadinanza che la Allegrino vuole in Abruzzo non sarà un costo ma un investimento utile, un “reddito formativo” perché chi perde il lavoro deve essere riconvertito e, quindi, formato, in un mondo in cui l’innovazione tecnologica condiziona ogni attività economica.

 

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