Venezuela, ok di sindacati per sciopero generale. Maduro: 'Minoranza impazzita'

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Juan Guaidò, leader dell'opposizione venezuelana, riconosciuto come presidente ad interim da 50 Paesi nel mondo, ha annunciato uno "sciopero generale" degli statali per mettere pressione sul presidente Nicolas Maduro. La decisione è stata presa dopo l'incontro con i sindacati dei dipendenti pubblici, scrive sul proprio sito web la tv venezuelana "Globo Vision". Saranno però i lavoratori statali a decidere come e quando, ha aggiunto Guaidò: "Il 90% dei funzionari e dei lavoratori è a favore di tre cose, elezioni libere, cessazione dell'usurpazione e transizione. Il momento è adesso, questo è un appello a smettere di collaborare con questa dittatura. Sabato torniamo in strada in tutto il Venezuela, ci troviamo all'interno di un processo irreversibile che ci porterà alla libertà", ha aggiunto il presidente dell'Assemblea nazionale.

Maduro ha invece annunciato che sconfiggerà la "minoranza impazzita" che contesta la sua permanenza alla presidenza del paese sudamericano colpito da una crisi economica politica e umanitaria senza precedenti, soprattutto da quando il leader chavista è al potere (dal 2013).

L'annuncio di Maduro è stato fatto ieri proprio alla cerimonia di commemorazione della morte del suo predecessore Hugo Chavez, avvenuta il 5 marzo 2013 (nella foto a destra, il momento di raccoglimento attorno alla tomba del fondatore del chavismo). "Noi li fermeremo sulla loro strada", ha detto il leader chavista non appena Guaidò è rientrato a Caracas (nella foto d'apertura, col passaporto in mano che non gli è stato ritirato nonostante il divieto a lasciare il Paese, dal quale è invece uscito irregolarmente in Colombia). Guaidò ha fatto un tour in Sudamerica e a suo rientro stato accolto da un ennesimo comizio super affollato. 

Maduro ha lanciato l'appello a tenere una marcia "antimperialista" sabato, in concomitanza con le proteste convocate dall'opposizione. "Se una minoranza impazzita continua con il suo odio e con la sua asprezza, è un suo problema. Noi non ci curiamo di loro, compatrioti. Noi li fermeremo sulla loro strada, nel loro lavoro, con l'unità nazionale", ha detto Maduro in realtà ben consapevole che ormai il suo partito Psuv chavista è da anni minoranza nel Paese. Certamente da quando l'opposizione ha vinto nel 2015 le elezioni parlamentari. Inizialmente l'Assemblea nazionale (un solo ramo in Venezuela, esautorata di fatto da Maduro tramite la compiacenza del Tribunale supremo di giustizia) è stata presieduta da Henry Ramos Allup, seguito, da Julio Borges e, quindi Guaidò che ha avuto il riconoscimento anche da tanti paesi esteri (esclusa l'Italia). L'autoproclmazione "ad hinterim" di Guaidò è giunta dopo il mancato riconoscimento delle elezioni presidenziali dell'anno scorso da parte delle opposizioni e i 50 paesi.

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