Presidente Cile: Papa preoccupato Venezuela, Nicaragua e Bolivia

Papa Francesco è "preoccupato, come lo siamo tutti, della situazione in Venezuela, in Nicaragua e in altri paesi" dell'America latina, secondo il presidente cileno Sebastian Pinera (nella foto, è a sinistra, con Jorge Mario Bergoglio) che ha ricevuto oggi in udienza. "Il Papa - ha riferito Pinera in una breve dichiarazione alla stampa in piazza San Pietro - è molto preoccupato sulla questione delle migrazioni, ha scritto un documento che parla di accogliere, proteggere e integrare i migranti, ed è molto ben informato sulla politica del Cile in questa materia", per esempio del "visto per il ricongiungimento familiare". Francesco, ha detto ancora Pinera, è inoltre "preoccupato, come lo siamo tutti, della situazione in Venezuela, in Nicaragua e in altri paesi del nostro continente. Abbiamo parlato anche delle sfide, delle minacce e dei rischi e delle opportunità del futuro e il Papa era molto informato sull`impegno del Cile in materia di protezione ambiente e di contrasto al riscaldamento globale e al cambiamento climatico", ha proseguito Pinera che ha sottolineato l`importanza che egli attribuisce all`enciclica "Laudato sì" del Papa italo-argentino. "Abbiamo anche ricordato Bernardino Pinera, il vescovo più anziano, l`unico ancora vivo che ha partecipato al Concilio vaticano II", ha detto il presidente cileno, che al Papa, alla fine, ha chiesto la "benedizione per agire con saggezza, coraggio e prudenza, e lui molto generosamente mi ha dato la benedizione e mi ha dato consigli che saranno molto utili".

Col cardinale segretario di Stato Pietro Parolinaffiancato dal "ministro degli esteri" vaticano, Paul Richard Gallagher, Pinera ha detto di avere poi "approfondito la questione del rapporto bilaterale tra Santa Sede e Cile" e il porporato ha poi chiesto al presidente della "situazione con la Bolivia", occasione per Pinera (nella foto a destra è con l'omologo boliviano Evo Morales) di "spiegare", dopo la recente decisione della Corte internazionale a favore di Santiago contro La Paz, "qual è la nostra posizione permanente di buona volontà e disposizione al dialogo, ma anche di rispetto del diritto nazionale, della storia, del trattati e della nostra sovranità, che il Cile ha sempre ha avuto".

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