Brasile, sondaggio: Bolsonaro al 58%. Nel Paese violenza politica inaudita

Jair Bolsonaro, candidato di estrema destra al ballottaggio delle elezioni presidenziali brasiliane, raccoglierebbe, se si votasse ora, il 58% delle preferenze contro il 42% del rivale di sinistra, Fernando Haddad: è quanto risulta da un sondaggio pubblicato da Datafolha, che aveva sottostimato Bolsonaro alla vigilia delle elezioniIl sondaggio - che comprende solo i voti di chi ha già deciso quale candidato appoggiare - è stato effettuato su un campione di 3235 persone, con un margine di errore del 2%. Se si considerano invece le intenzioni di voto complessive, Bolsonaro scende al 49% (contro il 46% del primo turno) e il candidato del Partito dei Lavoratori (Pt) al 36% (nel primo turno aveva ottenuto il 29%); le schede bianche e nulle sarebbero l'8% mentre gli indecisi appena il 6%. Bolsonaro vince in tutte le regioni del Paese ad eccezione del Nord-est, la zona più povera in cui Haddad raccoglierebbe il 52% delle preferenze totali (contro il 32% del rivale); nel sud e sud-est, le regioni più ricche e popolose, il sostegno a Bolsonaro arriva anche al 60%. Il candidato dell'ultradestra - che durante la campagna elettorale si è lasciato andare a degli insulti nei confronti delle donne, degli omosessuali e dei neri - gode di un minore sostegno nell'elettorato femminile (il 42% contro il 57% degli uomini), ma anche dell'appoggio degli elettori più ricchi e istruiti, nonché di quelli che si dichiarano evangelici o cattolici.

La candidatura di Bolsonaro e l'esclusione di Luiz Inacio Lula da Silva (dato per favorito nei sondaggi e sostituito all'ultimo da Haddad, nella foto a destra, con la maschera dell'ex presidente ora in carcere) ha esasperato la campagna elettorale brasiliana, violenta come non mai. Un'ondata di aggressioni ha marcato la settimana successiva al primo turno delle presidenziali, aggravando così i timori che il Paese possa precipitare in una spirale di violenza se l'estrema destra dovesse arrivare al potere. Attacchi fisici e minacce contro gli avversari politici, i giornalisti e gli omosessuali fanno temere che l'eventuale vittoria di Bolsonaro possa provocare un deterioramento della situazione e del tenore democratico del più grande Paese dell'America latina. 

Julyanna Barbosa, una transessuale che attendeva mercoledì l'autobus e Nova Iguaçu, nella periferia di Rio de Janeiro, è stata aggredita da un gruppo di venditori ambulanti che hanno urlato: "Bisogna che Bolsonaro vinca per togliere tutto questo sporco dalle strade", ha raccontato l'ex cantante del gruppo funk Furacao 2000 all'agenzia di stampa Afp.

"Sono andata a domandare loro spiegazioni e uno mi ha dato un colpo con una spranga sulla testa - ha raccontato - Sono caduta e si sono gettati su di me", ha raccontato ancora. L'aggressione le è costata dieci punte di sutura sulla testa. In un campus universitario di Curitiba, nel Sud, un giovane che portava un cappellino del Movimento dei lavoratori Sem Terra, conosciuto per le occupazioni delle terre dei latifondisti da parte di contadini e indigeni, è stato picchiato martedì, secondo i social network. 

Ancora, lunedì un celebre maestro di capoeira, Moa do Katendè, 63 anni, è stato assassinato a Salvador, capitale dello stato di Bahia, per aver avuto la cattiva idea di dire che voterà per Haddad. L'uomo ha ricevuto 12 coltellate in un bar, dopo una discussione politica. In un video postato sui social, l'artista brasiliano Caetano Veloso gli ha reso omaggio, denunciando (nel video a sinistra) il carattere "barbaro" di questo omicidio. 

"Compositore, maestro di Capoeira, mio amico - dice Veloso dell'artista ucciso (nella foto sotto è a sinistra con un altro grande artista, Gilbetto Gil) - È stato ucciso a causa di una discussione politica, perché aveva detto per chi votava, che ha votato per il Pt e anche la gente che conosceva lo ha fatto. Un tipo che era un sostenitore appassionato di Bolsonaro ha ucciso Moa, 12 coltellate. Non possiamo ridurre il Brasile a questa cosa barbara: la morte di Moa è un segno che la gente non deve seguire per forza, non deve continuare su questa strada, che illusoriamente crede sia un progresso, quando in realtà è un tornare indietro. Al contrario, è paura della responsabilità, nella civiltà".

Una ragazza 19enne di Porto Alegre ha denunciato alla polizia di essere stata "marchiata" sul collo con una svastica (nella foto sopra a sinistra) nella notte di lunedì. Secondo il suo racconto è stata aggredita da tre uomini che le hanno provocato la suddetta lesione in quanto lei indossava una maglietta con la scritta "elenao", cioè, "lui no", lo slogan più diffuso contro Bolsonaro. La polizia ha fatto sapere che le indagini sono in corso, in particolare con la ricognizione delle videocamere di sorveglianza.

L'Abraji, Associazione brasiliana di giornalismo d'inchiesta, ha registrato 137 aggressioni, 62 fisiche e 75 sui social network, contro giornalisti collegati alla campagna elettorali.

La moltiplicazione dei casi di violenza ha spinto i due candidati alle presidenziali a cercare di calmare gli spiriti: "Non si risponde alla violenza con la violenza", ha detto Haddad. Bolsonaro, che dal canto suo ha come costume il fatto di mimare con le dita una pistola (nella foto d'apertura), s'è limitato a "deplorare" le aggressioni", ricordando che ne è stato lui stesso vittima: il 6 settembre, mentre faceva campagna elettorale è stato accoltellato.

 

 

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