Elezioni, la Consigliera di parità sulla doppia preferenza di genere

 

Dall'avvocato Vittoria Colangelo, consigliera di parità della Provincia di Pescara, riceviamo e pubblichiamo:

Importanti novità aspettano i cittadini chiamati al voto il prossimo 25 maggio per eleggere il sindaco e a rinnovare i consigli comunali. La legge 215/2012, infatti, reca disposizioni volte a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. In Abruzzo, per esempio, le liste per le elezioni regionali devono riservare almeno il 40% dei posti alle donne. Il Consiglio regionale uscente ha riformato la propria legge elettorale bocciando, però la doppia preferenza di genere, con voto segreto. La novità più significativa è la modifica della legge per l’elezione dei consigli comunali con l’introduzione di misure volte a rafforzare la presenza delle donne, ma di notevole rilievo sono anche gli interventi volti a consolidare la parità di genere nelle giunte e, più in generale, in tutti gli organi collegiali non elettivi di comuni e province. L’intento della nuova legge è quello di favorire una sorta di ‘voto di scambio’ virtuoso, favorendo, in campagna elettorale, alleanze tra una donna e un uomo, con il fine di far finalmente decollare la presenza femminile nei consigli comunali. Bisogna però vedere se i partiti abbiano intenzione di sfruttare appieno le potenzialità della nuova normativa. L'auspicio è che in campagna elettorale gli uomini e le donne corrano insieme, per esempio predisponendo manifesti unici, per il candidato uomo e la candidata donna, che si trovano affiancati in lista, concretizzando modalità operative virtuose. Occorrerebbe anche verificare in concreto come i partiti si stiano orientando nell’indicazione delle preferenze, perché c’è il rischio che si formino degli affiancamenti variabili, in cui, nei diversi quartieri in cui si vota, viene indicato sempre lo stesso uomo ogni volta in collegamento con una donna diversa. Si tratterebbe di una degenerazione del sistema che riduce le donne a mere "portatrici di acqua" e non permetterebbe di centrare l’obiettivo dell’aumento della rappresentanza femminile. E’ importante, a questo punto, fare chiarezza sulle modalità del voto. Per l’elezione dei consigli comunali, nei comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti (come Pescara e Montesilvano, per esempio), la legge prevede una duplice misura volta ad assicurare il riequilibrio di genere: a) la quota di lista: nelle liste dei candidati nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore a due terzi; b) l’introduzione della doppia preferenza di genere, che consente all’elettore di esprimere due preferenze (anziché una, come previsto dalla normativa previgente) purché riguardanti candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Resta comunque salva la facoltà di esprimere una sola preferenza (o, naturalmente, di non esprimerne alcuna). In caso di espressione di due preferenze a candidati dello stesso sesso, come ho già detto, il voto è valido e viene assegnata unicamente la prima preferenza (quella espressa sul primo rigo). Le preferenze devono inoltre essere espresse solo per candidate o candidati della lista per cui si vota. Ultimo, ma non meno importante, il fatto che la nuova legge preveda che il sindaco nomini la giunta nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi. In conclusione, la legge sulla doppia preferenza di genere mira a rafforzare la rappresentanza femminile nelle assemblee elettive locali. Ad essa però deve seguire una adeguata attività di informazione e comunicazione, a tutti i livelli, da quello istituzionale e quello dei partiti, i quali, paradossalmente, potrebbero adoperarsi per "neutralizzarne" gli effetti. A pochi giorni dalle elezioni, una buona parte delle elettrici e degli elettori ignora ancora la nuova modalità di votazione. L’invito a tutte e a tutti è, dunque, di andare a votare e di votare una donna in gamba e un uomo che sostenga le donne e non ne sia intimorito.

 

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