Venezuela, Maduro ancora presidente in elezione di nuovo non riconosciuta

Come previsto il presidente del Venezuela Nicolas Maduro è stato rieletto ieri, fino al 2025, alla guida del disastrato Paese sudamericano, al termine di elezioni contestate dalla comunità internazionale e dichiarate illegittime dai suoi oppositori che non hanno potuto né voluto candidarsi e hanno denunciato le pressioni sugli elettori. E' la seconda volta che Maduro viene eletto senza il riconoscimento dei partiti di opposizione: successe cinque anni fa, quando vinse di misura contro Henrique Capriles, che invece aveva riconosciuto la sconfitta contro Hugo Chavez dell'anno prima. Ma questa volta le elezioni sono state proprio una farsa, col Paese piombato nel frattempo in una dittatura oppressiva e distruttiva, con l'inflazione ad almeno il 3000% (c'è chi dice molto di più) e i supermercati vuoti di ogni bene di prima necessità da mesi.

Dopo lo spoglio di quasi tutte le schede, il presidente chavista (Psuv) uscente ha ottenuto il 67,7% delle preferenze contro il 21,2% del suo principale avversario Henri Falcon (nella foto d'apertura è a destra, con Maduro), che ha respinto l'esito del voto: lo ha annunciato il presidente del Consiglio nazionale elettorale (Cne), la screditata e sanzionata Tibisay Lucena, che ha riferito di una "tendenza irreversibile".
Circa 20 milioni di elettori erano chiamati alle urne: secondo lo spoglio della commissione elettorale, su 8.603.936 di voti Maduro ne ha ottenuti 5.823.728. L'astensione ha raggiunto il 52%, la percentuale più alta nell'era democratica venezuelana, iniziata nel 1958, secondo i dati ufficiali. L'opposizione aveva indicato ai suoi elettori di non andare a votare, anche per contarsi, e sotto questo aspetto può segnare un punto a suo favore, per quel che può servire nella situazione venezuelana, senza precedenti mondiali. Nelle elezioni del 
2013 l'affluenza era stata del 79,69%.

Parlando al cospetto dei suoi simpatizzanti, Maduro non ha nascosto la soddisfazione per un "record storico". "Mai in passato un candidato alla presidenza aveva vinto con il 68% dei voti del popolo e mai prima aveva accumulato 47 punti (percentuali) di vantaggio sul secondo candidato", ha dichiarato davanti alla folla radunata a palazzo di Miraflores. "Abbiamo vinto ancora! Abbiamo trionfato di nuovo! Siamo la forza della storia trasformata in una vittoria popolare permanente", ha aggiunto il presidente rieletto, che dovrebbe iniziare il suo nuovo mandato di sei anni nel gennaio 2019. Poco prima dei risultati ufficiali, Falcon ha respinto le elezioni presidenziali, prive di "legittimità", e ha preteso lo svolgimento di una nuova votazione prima della fine dell'anno. "Noi non riconosciamo questo processo elettorale, per noi non ci sono state elezioni. In Venezuela deve essere organizzata una nuova votazione", ha dichiarato il leader della nuova opposizione, ex chavista, in una conferenza stampa, accusando il governo di Caracas di aver fatto pressioni sugli elettori.

Nella foto qui sopra a destra, Maduro sul palco elettorale sostenuto dal suo amico Diego Armando Maradona. L'ex campione di calcio del Napoli e della Nazionale argentina, è sempre stato al fianco sia dei governi chavisti di Maduro e Chavez in quanto amico storico dell'ex leader cubano Fidel Castro. Maradona quando giocava aveva idee più liberali (era amico e sostenitore dell'ex presidente Carlos Menem). La squalifica per doping ai Mondiali di calcio negli Stati Uniti gli ha fatto venire l'odio per gli "imperialisti americani" ed è quindi diventato amico e solidale di Castro (che l'ha pure salvato dalla dipendenza dalla cocaina in una clinica specializzata a L'Avana). Da qui l'impopolare sostegno di Maradona al disastroso regime venezuelano, da cui hanno preso le distanze pure molti leader di sinistra internazionali, anche in Sudamerica.

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