Maduro apre a dialogo con Trump: vediamoci in Venezuela o Usa

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro - sempre più in crisi col suo Venezuela duramente sanzionato da Unione europea, Canada e soprattutto Stati Uniti - ha proposto ieri al suo omologo statunitense Donald Trump un incontro a Caracas o Washington per iniziare un "dialogo". 

"@RealDonaldTrump ha condotto campagne in difesa della non ingerenza negli affari interni di altri paesi, ed è giunto il momento di applicare (questa dottrina) e passare dall'aggressività al dialogo. Dialogo a Caracas o a Washington? Il tuo tempo e il tuo posto saranno miei", ha twittato Maduro. La mano tesa del presidente venezuelano (nella foto d'apertura parla a una delle tante manifestazioni contro Trump) arriva in un momento in cui le relazioni tra Venezuela e Stati Uniti sono al loro livello più basso.

All'inizio di febbraio, il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha dichiarato che gli Usa stavano prendendo in considerazione l'ipotesi di imporre sanzioni alle esportazioni venezuelane di petrolioWashington, che critica un regime "corrotto e ostile" e definisce Maduro un "dittatore", ha già imposto sanzioni individuali contro alti funzionari del governo di Caracas. Da parte sua, Maduro ha denunciato questa settimana un presunto piano di "invasione militare" del Venezuela, orchestrato secondo lui da Washington a partire dalla vicina Colombia.

L'ultimo incontro tra i presidenti di Venezuela e Usa è stato quello in campo neutro di Panama, in occasione dell'assemblea americana del 2015, fra Maduro e l'allora presidente Barack Obama (nella foto a destra). Un saluto veloce: già allora gli Usa avevano iniziato le prime sanzioni contro Caracas (di minaccia alla sicurezza nazionale Usa, non economiche) e Maduro riuscì a parlare con Obama per convincerlo a ritirarle, senza riuscirci.

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