Brasile, Congresso contro processo a Temer. Italia tira sospiro sollievo

Il Congresso brasiliano ha respinto ancora una volta le accuse di corruzione contro il presidente Michel Temer, che non dovrà quindi affrontare il processo e potrà proseguire con le sue riforme di austerità nella più grande economia dell'America latina. La Camera dei Deputati avrebbe dovuto approvare con la maggioranza dei due terzi (342 voti) il rinvio del presidente davanti alla Corte Suprema, ma solo 233 deputati hanno votato a favore del processo, contro i 251 contrari. E' la seconda volta in tre mesi che il Congresso rigetta la richiesta di mandare a processo il capo dello Stato, accusato insieme a due suoi ministri di "ostacolare la giustizia" e di "partecipazione a un'organizzazione criminale". Grazie a questo voto, il presidente può completare il suo mandato, fino alla fine del 2018, e "rimettere il Brasile in pista", con misure di austerità.

Non ha avuto lo stesso trattamento Dilma Rousseff, presidente del Brasile ed ex alleata di governo di Temer, sostituita da quest'ultimo (nella foto d'apertura), suo vicepresidente, nel maggio 2016, a causa dell'impeachment approvato dal Senato per presunti conti truccati nel bilancio federale alla vigilia della campagna elettorale presidenziale. Un'elezione che la vide confermata dopo aver preso il testimone dal compagno di partito (Pt, di sinistra) Luiz Inacio Lula da Silva. Anche quest'ultimo è negli stessi guai giudiziari di Temer, nell'ambivto dello Scandalo Petrobras, la tangentopoli brasiliana che dura da tre anni e ha fatto sprofondare il Brasile in una brutta recessione dopo gli anni del boom economico di Lula.

La corruzione è certamente più grave dei bilanci truccati ma per l'italia la permanenza di Temer alla guida del Brasile significa più speranze di riavere presto il terrorista Cesare Battisti (nella foto a destra) per estradizione. Visto che il moderato Temer ha dato parere favorevole mentre l'amministrazione del Partito dei Lavoratori (Pt) a guida Lula negò il rinvio del condannato all'ergastolo nelle patrie galere italiane, concedendogli la protezione dell'asilo politico.  

 

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